FITNESS
Rebounding: il fisico viene sul trampolino
Un metodo aerobico diventato famoso nel 2008

Saltare è divertente, lo è sin dall’infanzia. E farlo su un tappeto elastico è uno di quei ricordi dolci che permette di tornare indietro nel tempo, a una spensieratezza fanciullesca. Si salta per giocare, gioire e… dimagrire. Da qualche tempo, infatti, saltare su un trampolino è molto più di un semplice svago: si chiama Rebounding o Rebound Fitness e si tratta di un vero e proprio allenamento ad alta intensità, basato su musica e tantissima energia. Un metodo aerobico diventato famoso già nel 2008, grazie a Jill Cooper, che con il metodo Super Jump dedicato alle over 40 ha fatto appassionare un’intera generazione al fitness. Un training che piace a tutti, che fornisce al corpo un booster metabolico, e che ha un bassissimo impatto sulle articolazioni proprio grazie alla superficie elastica del trampolino. Nessuna sorpresa che abbia conquistato numerose celebrity, a partire dalla settantasettenne Goldie Hawn, seguita da Eva Longoria e Gwyneth Paltrow. I benefici del Rebound Fitness sono stati studiati persino dalla NASA che, nel 1980, esplorava le forme di attività fisica che aiutavano gli astronauti a recuperare massa muscolare e perdita ossea dopo una missione nello spazio. Lo studio – pubblicato sul Journal of Applied Physiology– mostrava come saltare sul trampolino risultasse più efficace del 68% rispetto alla corsa. Adatto anche a chi desidera dimagrire, il Rebounding permette di migliorare l’equilibrio, la muscolatura e la salute cardiovascolare, arrivando persino ad accelerare il metabolismo. Ad azionarsi sono, in particolare, i muscoli di gambe, glutei e core, ma saltare su un trampolino si rivela utile anche per stimolare il sistema linfatico e favorire la salute del pavimento pelvico. Per quanto saltare sia un movimento naturale, praticato sin dall’infanzia, avvicinarsi al Rebound Fitness richiede l’apprendimento di alcuni esercizi basilari, che possano migliorare la coordinazione: un esempio è il Jumping Jack, costituito dai classici salti che si eseguono aprendo e chiudendo braccia e gambe, ma occorre prepararsi alla lezione anche attivando i muscoli del pavimento pelvico e rinforzando gambe e glutei con qualche squat. Per iniziare a eseguire le figure più complicate, poi, occorre allenarsi nei Twist, esercizi di torsione che attivano i muscoli obliqui e permettono di aumentare la rotazione della colonna vertebrale, aiutando anche l’allungamento.
Un metodo aerobico diventato famoso nel 2008 con Jill Cooper
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