SACRI MONTI
Cittadelle artistiche baluardo di fede

Da Varallo a Varese, da Crea a Locarno. Quella dei Sacri Monti è una particolare storia di fede e arte, esito di una cultura ancora radicata nella tradizione medievale ma già mossa dalla preoccupazione, tutta moderna, di andare incontro all’uomo nel modo più efficace, coinvolgendolo in una esperienza religiosa che impegni i sensi come la ragione.
Vere e proprie “cittadelle della fede”, i Sacri Monti sono monumentali percorsi devozionali, articolati in un numero variabile di stazioni, cappelle o piccoli oratori, in cui si racconta un fatto della storia sacra - i Misteri del Rosario, la vita di Maria o dei santi - attraverso affreschi e statue a grandezza naturale, dialoganti tra loro e con i fedeli come in una scena teatrale. Sempre fondamentale è la sintonia con il paesaggio circostante. Nati prima della Controriforma, diventano poi parte del programma pastorale di San Carlo Borromeo, che vede nei Sacri Monti un baluardo delle fede cattolica nell’arco alpino nord occidentale, tra Lombardia, Piemonte e Canton Ticino, contro l’infiltrarsi del protestantesimo dal Nord. Nel 2003 nove di essi, dislocati tra Piemonte e Lombardia, sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (whc.unesco.org/en/list/1068).
Il più antico e il prototipo degli altri Sacri Monti si erge dal 1490 su una parete rocciosa che domina l’abitato di Varallo. Il padre francescano Bernardino Caimi, di ritorno dalla Terra, Santa, decise di ricreare qui i luoghi della vita di Cristo, in tempi in cui il pellegrinaggio era pericoloso a causa della minaccia turca.
Sempre in Piemonte, alla fine del Cinquecento, nacque un altro Sacro Monte, sulla sommità di un colle che si specchia sul lago di Orta. Singolare è la dedicazione a San Francesco di Assisi: venti cappelle ne raccontano la vita, dalla nascita alla canonizzazione.
Su modello di Varallo il frate francescano Michelangelo da Montiglio, di ritorno dalla Terra Santa, progettò un nuovo percorso a Belmonte, popolato da statue a grandezza naturale e dipinti.
Sempre il precedente valsesiano fu esemplare per il Sacro Monte di Crea, un percorso ideato alla fine del Cinquecento con cappelle dedicate alla vita di Maria che conducono al Santuario della Madonna Assunta, su una delle più alte colline del Monferrato.
Il più piccolo dei Sacri Monti piemontesi è quello di Ghiffa, affacciato sul Lago Maggiore. Comprende tre cappelle dedicate all’Incoronata, a san Giovanni Battista e ad Abramo, il Santuario della Trinità, e il settecentesco porticato della Via Crucis.
Il Sacro Monte di Oropa nacque su iniziativa del frate cappuccino Fedele da San Germano, come espressione del culto della Vergine, sul luogo dove già esisteva un santuario mariano. Le dodici cappelle, costruite a partire dal 1620, sono dedicate alla vita di Maria, raccontate secondo i canoni di una popolare rappresentazione teatrale.
Il Sacro Monte di Domodossola si snoda dal borgo fino al colle di Mattarella, attraverso cappelle e statue a grandezza naturale realizzate dalla seconda metà del Seicento per fare rivivere ai fedeli la passione e morte di Cristo.
Non è nell’elenco Unesco dei Sacri Monti Unesco e presenta alcune particolarità, l’ultimo in ordine di tempo. Realizzato a metà Settecento a Cerveno, in Val Camonica, si configura come una grande “scala santa” su cui si affacciano quattordici stazioni della via crucis, popolate da 198 statue a grandezza naturale in legno e gesso dello scultore camuno Bernardino Simoni.
© Riproduzione Riservata