SANITA’
«Salviamo l’ospedale di Luino, così non può andare avanti»
L’appello di Agostinelli (centrodestra): «Sotto organico, turni massacranti. Serve un intervento deciso della Regione»
L’ospedale di Luino soffre. I problemi strutturali che affliggono in generale la sanità italiana, lo costringono ogni giorno a sopportare difficoltà enormi. in questo modo non può andare avanti. Suona più o meno così la sintesi del pensiero di Pietro Agostinelli, Stati generali del centrodestra per Luino, che lancia un appello, rivolgendosi alla Regione: «Serve un intervento deciso da parte di Regione Lombardia - le sue parole -: finanziamenti mirati per assumere personale da affiancare agli attuali dipendenti, alleggerendo turni che oggi risultano insostenibili. Non si tratta solo di garantire un servizio alla popolazione, ma di riconoscere il valore e la dedizione di chi ogni giorno tiene in piedi questa struttura con professionalità e passione».
LA RACCOLTA FIRME
«Dieci anni fa - ricorda Agostinelli - raccoglievamo migliaia di firme per salvare l’Ospedale di Luino. La mobilitazione ebbe successo: costringemmo i partiti a prendere posizione pubblica e la struttura rimase in piedi. Oggi, a distanza di anni, l’Ospedale Luini Confalonieri è ancora operativo, ma affronta una crisi che rispecchia quella dell’intera sanità italiana: carenza di personale, turni massacranti e difficoltà organizzative che mettono a dura prova anche i professionisti più preparati».
I PROBLEMI DI OGGI
Poi prosegue: «La situazione attuale è emblematica. Nonostante gli sforzi dell’ASST Sette Laghi, che ha recentemente rafforzato il reparto di Ortopedia con l’arrivo di specializzandi e liberi professionisti, l’ospedale continua a lavorare in condizioni di forte stress. Le testimonianze parlano di personale sottodimensionato, di medici e infermieri chiamati a coprire turni aggiuntivi di reperibilità, di un Pronto Soccorso che deve chiedere supporto a colleghi di tutto il territorio per garantire la copertura notturna. Una realtà che si fa sentire quotidianamente sulle spalle di chi lavora in corsia. Eppure, l’Ospedale di Luino è un presidio fondamentale per il nord della provincia di Varese, un’area montana e isolata che necessita di questo punto di riferimento sanitario. La struttura, realizzata nel 1827, offre servizi di primaria importanza con reparti di Chirurgia, Ortopedia, Medicina generale, Pronto Soccorso e Radiologia. È un ospedale di comunità nel senso più profondo del termine, che serve non solo i residenti ma anche i numerosi turisti che affollano la zona nei mesi estivi».
LE RISORSE CHE MANCANO
Agostinelli spiega. «l problema non è la qualità professionale: all’interno dell’ospedale operano medici e infermieri di alto livello, che quotidianamente affrontano emergenze e garantiscono cure adeguate nonostante le difficoltà. Il problema è strutturale e riguarda l’organizzazione del lavoro e la disponibilità di risorse umane. Quando il personale è ridotto all’osso, anche l’eccellenza professionale fatica a esprimersi pienamente».
IL SALVATAGGIO
Conclusione: «Salvare l’Ospedale di Luino oggi significa dare il giusto riconoscimento a tutti i lavoratori che vi operano. Significa investire nella sanità di territorio, evitare che i cittadini debbano percorrere decine di chilometri per raggiungere altri ospedali, e costruire un sistema sanitario più umano e sostenibile. La battaglia di dieci anni fa non è finita: è necessario continuare a vigilare, chiedere interventi concreti e sostenere chi lavora in prima linea. l’ospedale è in piedi, ma ha bisogno di essere salvato ogni giorno con scelte politiche coraggiose e risorse adeguate. I nostri medici e infermieri meritano di lavorare in condizioni dignitose. La nostra comunità merita un presidio sanitario all’altezza delle sfide del presente».
© Riproduzione Riservata


