SALUTE E DIRITTI
«La sanità deve tornare al centro»: il messaggio del Mav dopo il dialogo coi cittadini
Gazebo e incontro pubblico: doppia iniziativa a Varese del Movimento Angelo Vidoletti
Le problematiche della sanità e le conseguenze sui cittadini sono stati al centro della doppia iniziativa organizzata a Varese, dal Mav, Movimento Angelo Vidoletti. Gli organizzatori parlano di «grande partecipazione e forte interesse da parte dei varesini» al gazebo organizzato dal Mav nel centro cittadino sul tema della sanità territoriale e di prossimità.
Il confronto
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione Contiamoci, ha rappresentato un importante momento di confronto: numerosi cittadini si sono fermati per dialogare, condividere esperienze, evidenziare criticità e avanzare proposte concrete per migliorare l’accesso ai servizi sanitari, rafforzare la medicina territoriale e rendere la sanità più vicina alle persone. Al gazebo erano presenti il presidente dell’associazione Contiamoci, Dario Giacomini, e il referente per il tema sanità del MAV, Marco Cosentino, anch’egli socio di Contiamoci. Nel corso della mattinata sono emersi numerosi spunti e suggerimenti da parte dei varesini, che hanno manifestato la necessità di una sanità più accessibile, capillare e orientata alla prevenzione, soprattutto per anziani, famiglie e persone fragili. Il MAV ha inoltre presentato alcune proposte concrete per rafforzare la sanità territoriale: gli ambulatori mobili on demand, unità sanitarie in grado di raggiungere i quartieri in base alle esigenze dei cittadini per offrire screening, vaccinazioni e controlli di base; lo psicologo di condominio, un servizio di prossimità con incontri periodici nei quartieri e nei condomini per sostenere anziani, famiglie e giovani; e la banca del tempo sanitario, una rete solidale di cittadini disponibili ad accompagnare persone fragili a visite mediche, supportarle nelle prenotazioni e nelle piccole incombenze legate alla salute.
Bardelli: «Tema centrale per il futuro della comunità»
«La straordinaria partecipazione dei cittadini conferma quanto il tema della sanità territoriale sia centrale per il futuro della nostra comunità - dichiara Stefania Bardelli, leader del Mav -. Abbiamo ascoltato con attenzione idee, esigenze e preoccupazioni dei varesini, raccogliendo contributi preziosi che ci aiutano a costruire proposte concrete e realmente utili. Crediamo che la sanità del futuro debba essere più vicina alle persone, capace di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze e di valorizzare la partecipazione della comunità».
L’incontro pubblico
Si è svolto anche incontro pubblico promosso dal MAV e dall’associazione Contiamoci, che ha visto una sala gremita e un intenso confronto sui temi della sanità territoriale. A moderare l’incontro è stato Pasquale Diaferia, sono intervenuti Stefania Bardelli, leader del MAV, Dario Giacomini, presidente di Contiamoci, e Marco Cosentino, vicepresidente di Contiamoci, referente sanità del MAV e docente dell’Università dell’Insubria. Tra i temi affrontati, la necessità di investire concretamente nelle persone, garantendo ai medici il tempo necessario per prendersi cura dei cittadini e ascoltarne i bisogni. È stata inoltre evidenziata l’urgenza di intervenire sugli stipendi del personale sanitario e di affrontare con pragmatismo il tema dell’accesso agli studi di Medicina e della formazione universitaria. «La sanità e il diritto alla salute devono tornare al centro dell’agenda politica e territoriale - ha dichiarato Bardelli -. Dobbiamo continuare a parlare di salute partendo dai bisogni concreti delle comunità locali, perché è dal basso che può nascere un vero cambiamento. MAV e Contiamoci condividono questa spinta al cambiamento e la convinzione che ogni cittadino debba tornare a essere protagonista delle scelte che riguardano la propria salute». «Il cittadino deve tornare a contare - sottolinea Dario Giacomini. Gli ospedali sono nati per accogliere, non per escludere, e il sistema sanitario deve riscoprire la propria missione originaria: mettere al centro la persona. La libertà di cura e l’ascolto dei cittadini sono valori che continueremo a difendere con determinazione nei territori e nelle istituzioni».
«Noi formiamo ragazzi preparati e motivati - dichiara Cosentino - ma troppo spesso il sistema non riesce a valorizzarli. Dobbiamo rendere nuovamente attrattivo il Servizio Sanitario Nazionale, restituendo ai medici l’orgoglio di lavorare nel pubblico attraverso migliori condizioni professionali, investimenti nelle persone, nella ricerca e nella formazione. Allo stesso tempo è necessario programmare uno sviluppo concreto delle strutture universitarie e del territorio, con più spazi, più servizi, più residenzialità e trasporti adeguati, affinché l’università possa diventare un autentico motore di crescita per Varese e per l’intero sistema sanitario».
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