SANREMO
Clara da applausi. Ma comanda Geolier
La cantante varesina ha chiuso una puntata frizzante grazie a Giorgia, Giovanni Allevi e John Travolta e ai colleghi di “Mare Fuori”

Meno male che Clara Soccini c’è. Può anche esibirsi per ultima, come accaduto pochi minuti fa, ma ultima non potrà mai essere.
Brava, sicura senza ostentarlo, ha reso la sua Diamanti grezzi più convincente rispetto al battesimo di fuoco di ieri, martedì 6 febbraio.
La ventiquattrenne di Travedona Monate ha cantato presentata dai Negramaro, con parole affettuose di Giuliano Sangiorgi («Vola alto, brilla!»), questa sera toccherà a lei limitarsi a presentare.
Questo gioco di ruoli è una delle novità, non esaltanti, di un Festival che ieri ha confermato virtù e vizi di sempre. Con la gara avviata lungo binari collaudati, i brividi sono arrivati da situazioni extra concorso. Quando, lasciati i panni della co-conduttrice, Giorgia si è messa a cantare, ha subito fatto dimenticare il look alla Annalisa - al momento inarrivabile - seducendo con la voce.
Guest star era John Travolta. Lui è un mito, l’essere stato protagonista di Pulp Fiction, capolavoro di Quentin Tarantino, lo consegna di diritto alla storia del cinema. Eppure all’Ariston è apparso, come spesso accade agli americani, fuori posto, costretto a smorfie e mossette per soddisfare i desiderata di Amadeus e Fiorello. Presenza evitabile.
Discorso completamente diverso per Giovanni Allevi. Non è re Carlo, è uno di noi, un maestro che, partendo da Ascoli Piceno, ha abbattuto il muro tra la musica popolare e quella dotta. Impegnato a combattere una grave malattia, ha ricordato il periodo in cui era felice di esibirsi davanti anche a soli quindici spettatori. «Non potendo più farlo con tutto il mio corpo - ha spiegato - suonerò con tutta l’anima». E ha fatto cantare il piano che, in pubblico, non toccava da due anni. Sorriso da persona buona e talento da vendere, Allevi ha commosso.
Una finestra sul futuro è stata aperta con il cast di Mare Fuori, compagni d’arte di Clara, che interpreta l’inquieta Giulia/Crazy J, in una serie Rai dal successo di dimensioni alla vigilia inimmaginabili, mercoledì prossimo partirà la quarta stagione. Con un Fiorello dal freno a mano tirato, la comicità è finita dietro la lavagna. Le battute migliori sono arrivate dai cantanti. Dargen D’Amico, a tu per tu con Diodato ha sottolineato l’incontro tra la voce più sgraziata e quella più elegante del Festival. E i La Sad, ripuliti per l’occasione, si sono presentati come il nuovo Volo. Tra radici e ali il tributo di Leo Gassman a Franco Califano e a Tutto il resto noia, una delle più francesi delle canzone italiana. A tratti sembrava il vero Califfo, buon sangue non mente.
Discorso diverso per Geolier: per la classifica parziale lui è il più votato. Chi l’avrebbe detto che il Festival di Sanremo si sarebbe trasformato in una sola sera in quello della canzone napoletana?
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Questa la classifica dei primi cinque della seconda serata, limitata alla quindicina di artisti in gara mercoledì 7 febbraio e stabilita da Televoto e Giuria delle oltre duecento Radio coinvolte: 1) Geolier (I p’me, tu p’te), 2) Irama (Tu no), 3) Annalisa (Sinceramente), 4) Loredana Bertè (Pazza), 5) Mahmood (Tuta Gold)
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