SUL PALCO
Sapore di mare: emozioni e amore nel karaoke della nostra vita
Agli Arcimboldi fino al 13 aprile con Paolo Ruffini e Fatima Trotta. Una band dal vivo suona proprio come se si fosse alla Capannina

«Carlo ci guarda da lassù e sarebbe contento. Sapore di mare è un piccolo romanzo di formazione e ogni generazione che se lo trova davanti ci si ritrova nel cos’è l’amore, nei rapporti di amicizia, anche nelle fasi in cui ci si tradisce. Tutto fa parte di ogni generazione, con questa voglia di vivere e di prendere a morsi la vita. In una dimensione di allegria, ma anche di grande tenerezza. E questo non è il film, ma una versione pop del film». Era il 1983 quando nelle sale cinematografiche italiane usciva Sapore di mare, diretto da Carlo Vanzina. E oggi suo fratello Enrico, che con lui ha firmato il soggetto e la sceneggiatura, usa queste parole del descrivere il musical di cui, con Fausto Brizzi, ha curato l’adattamento teatrale e che, con la regia di Maurizio Colombi, è al Teatro Arcimboldi di Milano dal 27 marzo al 13 aprile. Portando in sala una sorta di «karaoke della nostra vita»: con cinquanta canzoni che, sottolineano sia Vanzina sia Brizzi, fanno parte del plot, ne sono all’interno: una musica che racconta una trama. Trama che, aggiunge e ribadisce da parte sua il regista di Sapore di mare – Il musical, Maurizio Colombi, «è quella del film con inserzioni, canzoni contestualizzate nella trama del film per non renderlo mero karaoke». E con i personaggi che sono quelli del film, pur essendo un cast diverso. Pronto a muoversi nell’estate del 1964 a Forte dei Marmi. A traghettare nella storia con la funzione di narratore è Paolo Ruffini, che ha il ruolo di Cecco, il fotografo, nel film impersonato da Enio Drovandi che, svela lo stesso Ruffini, «mi ha chiamato, in una sorta di passaggio del testimone di una dolcezza assoluta. E io sono lusingato di interpretare il ruolo che è stato di un grande caratterista come lui. La mia è una partecipazione “allargata”, è un po’ il collante, il fil rouge in uno spettacolo divertente e tenero che restituisce la voglia di lasciarsi andare alla leggerezza, dote di cui non siamo più capaci». Un ruolo, il suo, che nel musical viene in un certo senso reinventato proprio per raccontare la trama e gli intrecci dei protagonisti: un narratore romantico che sottolinea con raffinata ironia la nostalgia dei grandi amori perduti e dell’inconsapevolezza della gioventù.
Nel cast, accanto a Ruffini – che il regista Colombi definisce «una sorta di Puck, uno spiritello che parla all’anima dei personaggi» – c’è anche Fatima Trotta nel ruolo di Marina Pinardi che sullo schermo era di Marina Suma. «Un personaggio che è una figura estremamente tenera, di grande dolcezza – spiega l’attrice partenopea –: Fatima da piccola non era così distante da Marina, faccio parte di una generazione che dedicava spazio alle emozioni e alle sensazioni: e quelle emozioni e sensazioni si vedranno in Sapore di mare assieme a quelle fantastiche musiche che hanno fatto la storia della musica italiana». Suonate in scena da una band dal vivo che appare e sparisce, proponendosi proprio come il gruppo musicale che suona sul palco della Capannina. Quello del personaggio di Marina, che con i genitori e il timido e imbranato fratello Paolo visita per la prima volta la Versilia, è il volto sognante dell’amore puro e indimenticabile, quello della ragazza della porta accanto che fa battere i cuori e racchiude la magia di un’estate che profuma di sogni e di speranze.
Affiancato dal suo laboratorio Atelier Creativo composto da cinquantadue artisti del look, quindici del make up (tra cui anche la saronnese Eleonora Manzoni) e dieci dell’hair stylist, costumi, trucco e acconciature sono di Diego Della Palma che definisce questa sua partecipazione «un ritorno d’amore» in quanto per dieci anni ha fatto il costumista in teatro e alle tv. «Per questo musical – spiega – sono partito per la prima volta dalle scenografie di Clara Abbruzzese e sono stato rapito dal senso della favola. Ho voluto rispettare l’epoca, ma inventandomi qualcosa di fiabesco di magico. Ho cercato di identificare i personaggi attraverso un colore, per esempio quello di Susan è l’arancio. E ho voluto fare un omaggio a Virna Lisi, che per me è un mito e che nel film aveva il ruolo di Adriana che ho immaginato come assoluta icona chic e di femminilità, in uno stile che ricorda Valentina Cortese».
Un viaggio nel tempo, un’esperienza che «unisce musica, emozioni e una storia universale che continua a parlare a tutte le generazioni – sottolinea Gianmario Longoni di Alveare Produzioni, che con Savà Produzioni Creative e Gli Ipocriti Melina Balsamo produce lo spettacolo –. Il nostro obiettivo è quello di far rivivere quella leggerezza e quell’autenticità che hanno reso il film un vero cult, arricchendolo con la magia del teatro musicale». Un progetto, insomma che, come sottolinea Monica Savaresi di Savà Produzioni Creative, «celebra la forza delle emozioni e dei ricordi: un viaggio nella memoria collettiva, con una narrazione fresca e dinamica che unisce passato e presente».
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