IL LOOK
Sexy Irina, ma meglio Malika
Casual ma con personalità: Leo Gassmann con scollo a V
Le nostre preghiere sono state ascoltate e, finalmente, il Festival di Sanremo 2026 inizia a mostrare quello che è il suo vero potenziale. D’altra parte, quando sul palco si presenta una delle regine indiscusse del panorama della moda mondiale, la banalità non è un’opzione. Un grazie a Irina Shayk pare dunque obbligatorio, super-ospite della serata in quattro creazioni vintage firmate da Riccardo Tisci – un total look in pizzo, una vestito-salopette con coppola di pelo (il meno riuscito, forse), un abito d’archivio della collezione primavera-estate 2014 di Givenchy e un maxi-dress con frange metallizzate risalente alla direzione creativa di Burberry – che ci ricordano che Saremo è anche moda. Nonostante una partenza in sordina, anche Laura Pausini osa in questa terza serata della kermesse: Alberta Ferretti firma i look della serata, tra cui anche un abito fluo nella celebre nuance giallo Civitillo. Sempre elegantissima, Arisa in Des Phemmes ci ricorda che questo Sanremo è la sua Magica favola personale, salendo sul palco – ancora una volta – con un abito scenografico con inserti metallici e catene di cristallo. E se la cantante di Potenza fosse la nostra principessa sanremese, Mara Sattei e Serena Brancale potrebbero benissimo essere le sorellastre cattive: in Vivienne Westwood la prima, in un anonimo abito tortora la seconda, lasciano completamente inespresso il loro potenziale. Come ogni favola che si rispetti, poi, non può mancare il principe azzurro, un ruolo di cui di incarica Raf, in completo e con camicia bianca aperta sul petto, ma sempre giusto. È, in effetti, la compagine maschile del Festival a tenere alto il morale: Sayf brilla in Moschino, Michele Bravi in Antonio Marras, Leo Gassman in Louis Gabriel Nouchi. E, poi, c’è chi semplicemente si diverte, con la moda e sul palco: Malika Ayane balla a ritmo della sua canzone con un abito Meryll Rogge tutto maxi-paillettes, Eros Ramazzotti e Alicia Keys – lui in Giorgio Armani, lei in Ferrari – ci ricordano che il total black, se ben studiato, può essere d’impatto.
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