PALAZZO ESTENSE
Sicurezza a Varese, scontro in Consiglio
Botta e risposta tra l'assessore Catalano e il consigliere Formato
Con 16 presenti in aula e la mancanza di numero legale, è terminato ieri sera, un quarto d’ora prima di mezzanotte, il Consiglio comunale di Varese. Le assenze della maggioranza e l’uscita dall’aula del centrodestra, hanno portato allo stop del Consiglio. E questo poco prima che prendesse la parola Manuela Lozza, segretaria cittadina dem, sulla riforma Valditara, quella che chiede l’autorizzazione preventiva per iniziative di educazione sessuale a scuola. «Occorre più tempo per discutere un tema così complesso», spiega la capogruppo leghista Barbara Bison fuori dall’aula. Diverse le tematiche affrontate dal parlamentino cittadino nel corso della seduta. A partire dal tema della sicurezza cittadina, sollevato dal consigliere di Lombardia Ideale Franco Formato. Un duro atto d’accusa sulla quella che Formato ha definito «assenza di una strategia». Risposta dell’assessore Raffaele Catalano, e replica ulteriore di Formato: “C’è una percezione molto diversa della sicurezza in città dal quadro proposto dall’assessore”. Bocciati dal Consiglio gli “angeli anti-burocrazia” proposti dal leghista Angei.
Riconosciuto il pagamento da parte dell’Amministrazione comunale dei contributi dovuti ad una co.co.co. in servizio presso Palazzo Estense come addetta stampa (parliamo di una cifra pari ad oltre 54mila euro). Infine semaforo verde (tranne i leghisti Angei e Parravicini) dell’aula per un riconoscimento nazionale della città di Varese come protagonista del Risorgimento. Una mozione presentata dalla dem Luisa Oprandi, sostenuta dall’associazione Varese per l’Italia.
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