LA STORICA AGENDA
Smemoranda: il mito lasciato fallire
Andata deserta l’asta per aggiudicarsi il marchio. La crisi è iniziata con il Covid

Nelle annate di gloria era perfino difficile trovarla, nonostante il disperato pellegrinaggio da una cartoleria all’altra. Ora è stata lasciata fallire, come se qualcuno avesse scritto la parola “fine” sull’ultima pagina e poi chiuso quella robusta copertina in cartoncino.
Con la Smemoranda se ne va un’epoca. L’azienda produttrice dell’iconica agenda è infatti fallita il 20 gennaio 2024 in seguito a un’asta che avrebbe dovuto decretarne il futuro e che invece è andata deserta. E un po’ di malinconia viene a chi con quel diario ci è cresciuto. Ma pure a chi non l’ha mai avuto, perché i genitori gli rifilavano l’agenda della banca o altre soluzioni più economiche. Tant’è. La “Smemo” con le sue copertine colorate non ci sarà più, a meno di futuri colpi di scena.
Lanciata sul mercato nel 1978 è stata considerata il diario per eccellenza di intere generazioni, almeno sei, con inserti, disegni e vignette firmate anche da persona noti, come ad esempio Roberto Benigni, Luciano Ligabue e perfino Federico Fellini. La tradizione la voleva immacolata giusto il tempo del tragitto dalla cartoleria fino a casa, poi iniziava una personalizzazione che durava tutto l’anno: scritte, adesivi, fotografie, personalizzazioni di ogni tipo, talvolta con aggiunte ingombranti che la rendevano troppo voluminosa per essere chiusa. Ma il bello era anche questo.
Alla fine dell’anno scolastico si chiudeva con un robusto elastico la Smemoranda, e con essa i ricordi di quei nove mesi trascorsi sui banchi, e la si riponeva in soffitta, in garage o in un cassetto. Chi in passato ha avuto questa accortezza si ritrova ora tra le mani un tesoro dal valore affettivo inestimabile: immagini, parole e perfino odori che, sfogliando quelle pagine, tornano subito alla mente.
L’epoca della “Smemo” è tramontata del tutto? Al momento sembra di sì, ma la speranza è che in qualche modo si possa recuperare questo patrimonio collettivo. La crisi ha avuto inizio con il Covid, quando, complice la didattica a distanza e i numerosi lockdown, molti studenti hanno iniziato a sostituire il diario di carta con appunti su supporti informatici. A questo si sono aggiunte la crisi delle cartolerie, sempre più rare, e le agende fornite direttamente dalle scuole. Insomma, la rotta verso il baratro pareva ormai tracciata da tempo. La speranza però è che, vista l’ondata di emozione che questa notizia sta innescando, qualcosa possa cambiare.
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