«Sono il maresciallo»: tentata truffa al Sacro Monte
Raggiro realistico: sul telefono compare il numero della caserma di Varese
Una telefonata apparentemente proveniente dalla caserma dei carabinieri di via Saffi a Varese, una voce autoritaria che si presenta come maresciallo, e il tentativo di instaurare un clima di allarme. È uno schema noto quello della truffa telefonica sventata nei giorni scorsi all'Albergo Sacro Monte, dove il direttore Mario Carabelli racconta come sia stato possibile evitare conseguenze. «Il numero della chiamata risultava essere quello della caserma», spiega Carabelli, sottolineando un elemento particolarmente insidioso: l'utilizzo di un recapito reale, tecnica che rende il raggiro più credibile e difficile da individuare.
A rispondere inizialmente è stata una collaboratrice dell'albergo, colpita dal tono deciso e perentorio del sedicente maresciallo, che si è presentato con il nome di «Schiduro». Insospettito, Carabelli ha preso direttamente la telefonata. «È stato sufficiente mantenere un tono fermo e porre alcune domande mirate», racconta.
Alla richiesta di fornire un contatto diretto per essere richiamato, l'interlocutore ha tentato di rafforzare la propria credibilità, sostenendo di trovarsi in caserma. A quel punto, il direttore ha rilanciato: «Ottimo, la richiamo subito così ne approfitto per salutare anche il comandante».
La reazione è stata immediata e scomposta. Il truffatore, messo alle strette, ha abbandonato il tono istituzionale lasciando spazio a insulti, per poi interrompere bruscamente la comunicazione.
L'episodio è stato segnalato ai veri carabinieri, mentre l'attività dell'albergo è proseguita normalmente. Resta però l'allarme per una modalità di raggiro sempre più sofisticata, in cui la manipolazione del numero telefonico - apparentemente riconducibile a un'istituzione - rappresenta un elemento chiave per guadagnare fiducia e indurre le vittime a collaborare.
LEGGI ANCHE: Droni tra Sacro Monte e Campo dei Fiori
© Riproduzione Riservata


