CUCINA ED ELEZIONI
Storia del cipollotto: dalle lasagne alla politica
In Corea del Sud è diventato il simbolo dell’opposizione. La commissione elettorale lo ha bandito: deve stare fuori dalle cabine

Dunque vediamo, anzi: assaggiamo. Lasagne con ragù di salsiccia e crema di cipollotti; totani in umido farciti con fave e cipollotti; pizza con crema di piselli, cipollotto, feta e uovo sodo; zuppa di cipollotti con curcuma e pane gratinato; ananas arrostito con peperoncino e cipollotto; moscardini con cipollotti e limone; kimchi (piatto coreano a base di cavolo cinese fermentato con cipollotti) ... e via di questo passo, pardon, di questo menù.
Rigorosamente a base, non occorre essere chef stellati per capirlo, di cipollotti. Detto che questa è proprio la sua stagione - si raccoglie infatti a inizio primavera - e che il suo bulbo si differenzia da quello della normale cipolla per il sapore che al palato è più dolce e delicato, il cipollotto è sempre alla ricerca di un suo posto nella cucina di tutti i giorni, compresso com’è tra la già citata cipolla in tutte le sue varietà e e il porro. Così, stanco di subire, si è dato alla politica. E mai come oggi fa discutere in tutto il mondo.
Per sapere perché bisogna conoscere che fine ha fatto il cipollotto in queste ore. Innanzitutto, è necessario dire che la nostra storia è ambientata in questi giorni in Corea del Sud, dove erano in programma le elezioni del Parlamento. Il partito del presidente in carica ha due grossi problemi: la confinante Corea del Nord, non proprio amica, e soprattutto le crescenti difficoltà dell’economia interna. In particolare, i prezzi degli alimenti più popolari si stanno spaventosamente alzando e i coreani certamente non sono soddisfatti della cosa. Ed ecco che nella disfida elettorale è entrato in scena il cipollotto: il presidente ha detto che il suo prezzo è adeguato, ma ha indicato un costo, per comprarne un fascio, che è un quinto di quello che la gente lo paga realmente al mercato.
Al leader dell’opposizione non è parso vero di potere accusare il presidente di essere disconnesso dalla realtà quotidiana, e il cipollotto è diventato il suo simbolo: è stato mostrato ai comizi , anzi, sventolato quando si nominava il presidente in carica. Del resto il povero cipollotto, dal gambo lungo, si prestava perfettamente all’uso. Così martedì si è arrivati al paradosso: la commissione elettorale coreana ha deciso che il cipollotto poteva entrare in padella, ma non in cabina elettorale: da lì è stato ufficialmente bandito. Ma nulla lo ha potuto fermare: stando agli exit poll di ieri sera, hanno vinto il cipollotto e l’opposizione.
Chissà se gli esponenti di quest’ultima hanno festeggiato con una cena a base di questo ortaggio: se lo sarebbe proprio meritato.
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