TEMPO LIBERO
Tao e ritorni contro il logorio della vita moderna
Le emozioni che scatenano le rimpatriate. Quella foto di 40 anni fa

La foto venne scattata quarant’anni fa. È ingiallita. Ritratto di ex giocatori di basket con canestro (non di frutta come nelle nature morte) alle spalle. La squadra si chiamava Tao, con tanto di simbolo sulla canottiera nera. Lo confesso: c’ero anch’io. Raccontare di sé rasenta qualche patologia; chiederò alla mia amica Stefania, psichiatra forense, la giusta denominazione di questa nevrosi. Avevamo diciottanni - forse meno, forse più, comunque giù di lì - e il campionato era di Prima divisione. Tenevamo il campo con dignità, antesignani dello schema “caos organizzato”. Tutti o quasi reduci da trascorsi di minibasket; in ciascuno uno straccio di fondamentali. Spostiamo le lancette all’attualità. Quella foto (cimelio) ce la siamo condivisa. E commentata. Sorridete reduci! L’impegno preso è di rimettere le scarpette, gonfiare il pallone e (possibilmente) la retina. Sì, ci sarà un sequel. E per diversamente giovani che hanno i 60 a un palmo di naso o già suonati, è un discreto successo. Ora: tutto questo avrà pure una morale. Ce l’ha. Le rimpatriate - ex compagni di scuola, ex giocatori, ex qualcosa - hanno il potere di scavare nei ricordi e stimolare emozioni a rilascio immediato. Il cervello, sempre catapultato sulla ruota del criceto, si prende una pausa. È terapeutico contro il logorìo della vita quotidiana. Di recente, abbiamo pubblicato su prealpina.it un curioso rendez-vous tra cinquantenni che avevano fatto la stessa leva calcistica, dei pulcini, al Bosto. Un diluvio di contatti e commenti. Segnalateci, dunque, questi ritrovi da amarcord. Seguite quest’onda, seguite il vostro Tao.
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