SMARTPHONE
Tecnologie e iperconessione: “il furto dell’anima”
La tendenza a essere sempre online rovina l’esistenza. L’imprenditore Cucinelli: «Niente mail dopo le 17, il sabato e la domenica»

Siamo nell’epoca digital e social: tutto va alla velocità della luce, si sta sempre connessi con le diavolerie più tecnologiche, dall’orologio all’anello, fino all’impianto sottopelle. Lo smartphone è la prima cosa che si vede al mattino e l’ultima alla sera. L’invio di una mail o di un WhatsApp dà per scontato che il destinatario leggerà quel messaggio in tempi rapidi, se non addirittura pochi istanti dopo l’invio.
Siamo stressati, angosciati, pieni di ansie. E non è che le nuove generazioni siano messe meglio: le ultime ricerche di mercato vedono gli adolescenti sempre più attaccati a telefonino e videogiochi, piuttosto che impegnati in uno sport oppure con uno strumento musicale in mano. Possibile? Purtroppo sì. Del resto, se a casa vedono i loro genitori ostaggio della tecnologia e dell’iperconnessione, non è che loro possano crescere diversamente.
Tutto questo viene declinato all’ennesima potenza nel mondo del lavoro: videocall, gruppi WhatsApp, pagine social, profili LinkedIn, qualunque professione ormai impone un’alta dose di tecnologia. Ma la situazione è così disastrosa? Dal punto sociale forse sì, ma da quello dell’innovazione è innegabile che lo sviluppo tecnologico abbia facilitato la vita e concesso più tempo libero. Peccato però che questo poi non venga investito come dovrebbe: la tendenza alla connessione ventiquattr’ore su ventiquattro o poco meno è difficile da interrompere e soprattutto prende piede piano piano.
Eppure, quanto sarebbe bello spegnere tutto e gustarsi un buon bicchiere di vino ascoltando musica? Leggere un libro senza l’incessante trillo delle notifiche? Andare a fare una passeggiata senza curarsi troppo se lungo il percorso ci sia rete oppure no? Tutto questo non sembra essere contemplato dalla società moderna. Eccezion fatta per pochissimi illuminati. Un esempio? Tocca andare un’altra volta a pescare alle latitudini umbre, dove abita l’imprenditore Brunello Cucinelli, 70 anni compiuti nel settembre scorso, a capo di un impero della moda: «Non voglio che dopo le 17 si sia connessi con l’azienda e nemmeno il sabato e la domenica - ha detto in un’intervista alla Stampa -. Se ti chiedo una connessione perpetua, chiedendoti di rispondere a un messaggio o a una mail ti sto rubando l’anima. E da noi non si può». Forse il segreto del futuro è saper tornare un po’ al passato.
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