COLORE SENZA RISCHI
Un amico chiamato sole

«Una donna deve abbronzarsi. L’abbronzatura dorata è chic». Parola di Coco Chanel.
Dopo un inverno passato chiusi tra le mura dell’ufficio e di casa, è arrivato il tempo di farci accarezzare dai benevoli raggi solari. Oltre a donarci un colorito piacevole e un aspetto più vitale e seducente, il sole è anche un toccasana per la nostra salute.
Sono tre i benefici riscontrati da importanti ricerche scientifiche. Il primo riguarda l’umore: stare esposti alla luce naturale migliora i fattori neurologici. Ad aumentare i livelli è la serotonina, l’ormone legato alla regolazione dell’umore, donando grandi benefici come l’essere più felici e agendo a livello cardiovascolare sulla contrazione delle arterie mantenendo la pressione sotto controllo.
Non ultimo - e chi è a dieta o sempre in conflitto con la bilancia ne sarà felice - la serotonina regala il senso di sazietà. Il sole ci fa mangiare meno, segnatevelo.
A trarre benefici dalla stella infuocata è anche il nostro ritmo circadiano (l’ora in cui ci viene sonno e ci si sveglia) regolato dalla melatonina, un ormone prodotto dall’ipofisi che fa alzare il livello la sera e lo fa diminuire la mattina, facendo raggiungere un equilibrio che, se costante, fa sì che si sia più reattivi e partecipi di giorno.
Il terzo importante beneficio i suoi raggi lo regalano alle nostre ossa perché aiutano la produzione di vitamina D rendendole più resistenti.
Il sole ci è amico, ma sta a noi saperlo dosare in modo corretto affinché l’esposizione ai suoi raggi sia solo positiva e non ci si ritorca contro provocando, nel migliore dei casi, brutte scottature ed eritemi.
Le due regole fondamentali da seguire sono non esporsi al sole nelle ore centrali della giornata e utilizzare sempre le creme solari con un fattore Spf di protezione alto.
Ma cosa significa Spf? L’acronimo sta per «Sun protector factor» e indica la capacità delle creme di proteggere dalle radiazioni UVB che sono le colpevoli delle ustioni. Più alto è l’Spf, più l’epidermide è al sicuro.
Le nuove generazioni di solari non solo proteggono dai raggi nocivi, ma sono dei veri e propri trattamenti skincare con tanto di complessi antiossidanti, tonificanti e anti-aging.
Un’esposizione scorretta ai raggi UV è causa di rughe, macchie e perdita di tonicità della pelle, per questo è possibile abbinare la protezione all’azione antietà.
Passata la trentina si può correre ai ripari e prevenire il photoaging ossia i danni causati dal sole su viso e corpo. Come i prodotti di Maria Gallard Paris che al trattamento solare abbina un effetto antietà.
E per chi ha dei tatuaggi? Niente paura, c’è la linea apposita di Solarium con filtri UV, UVB E UR per preservarli dal sole.
Gli occhi poi sono puntati sui bebè: fino al primo anno d’età la regola dice di evitare di esporre i più piccoli alla luce diretta del sole, è concesso solo prima delle 10 e dopo le 18. Per gli altri, di solito fino ai 15 anni, sì alle creme con protezione solare tra 30 e 50 anche se c’è qualche nuvola.
Al mare e in piscina sono di rigore i prodotti water resistant Leocrema ha creato il latte spray kids protettivo idratante dalla texture resistente e non unta su cui scivola via anche la sabbia.
Non è solo il fattore di protezione a garantirci una esposizione al sole perfetta, importante è anche la quantità e la modalità dell’applicazione: gli esperti dicono che sono sei i cucchiaini da caffè di crema solare che servono per coprire tutto il corpo e che l’applicazione del prodotto va rinnovata ogni due o tre ore.
Tra le buone regole da rispettare c’è la data di scadenza. Alzi la mano chi ogni anno davanti a quelle confezioni di solari dell’anno precedente non si fa sempre la stessa domanda: saranno scaduti? Proteggeranno ancora? Le creme solari, come tutti i cosmetici, hanno una scadenza che deve essere riportata sulla confezione e che è da rispettare.
Se il prodotto risulta scaduto infatti non protegge più la pelle in modo ottimale, ancor di più se la confezione ha passato le vacanze precedenti con noi sotto il sole. Il solare è da cestinare anche quando, riaprendo la confezione, si nota un cattivo odore, il colorito non è più lo stesso e la consistenza è cambiata.
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