LO STRANO FENOMENO
Varese, il libro e l’influencer
Molti romanzi non riscuotono successo e rimangono impilati nelle librerie. Ma con i social tutto può cambiare

La commessa della libreria si complimenta per la scelta. Il romanzo che sto per acquistare appartiene a una trilogia poco nota al grande pubblico, così come l'autore; i racconti hanno un battito cardiaco nella norma, non ci sono colpi di scena a ogni fondo di pagina. Ma le parole, i dialoghi, gli interpreti e i paesaggi sono «unici».
«Complimenti» ripete. Mi sento in dovere di precisare che appartengo al grande pubblico ignaro e che quel libro mi è stato consigliato. Rendo poi piena e spontanea confessione: non sono un divoratore di romanzi. La chiacchierata prosegue, apprendo che ogni martedì arrivano due scatoloni di nuove pubblicazioni. Osservo allora che l’editoria non deve essere così moribonda.
Ma tanti libri, mi spiega, non riscuotono alcun successo. E qui veniamo al bello, al senso di parlarne in questa rubrica. La commessa libraia mi mostra le pile di libri adagiate sul tavolo delle nuove uscite. C'è uno spazio vuoto che era occupato da un’opera andata a ruba. Mi dice chi è la giovane autrice di quel best seller. Fingo consapevolezza. In realtà non l’avevo mai sentita.
Scopro quindi che ne avevano diverse copie ma non andavano. Poi, all'improvviso, eccole esaurite nello spazio di un niente. E la cordiale commessa mi rivela perché: una influencer, in un video in cui promuoveva altri prodotti, aveva aggiunto di corollario che stava leggendo quel libro. Esco confuso. Ma poi penso che va benissimo anche così. C’è vita oltre i pandori. Ogni altra possibile riflessione, la diamo per letta.
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