IL PROCESSO
Manfrinati capace d’intendere. Lavinia: «Fine pena mai»
Delitto Limido, lo psichiatra della Corte d’Assise: nessun grave disturbo della personalità. Lavinia: «Lo sapevamo già»
Nessun grave disturbo della personalità: Marco Manfrinati era capace di intendere e di volere al momento del delitto di Casbeno. È la conclusione dello psichiatra incaricato dalla Corte d'assise di effettuare la perizia sull'ex avvocato; conclusione su cui concordano anche i consulenti del pm e della parte civile. L'esperto della difesa, invece, ha parlato di "capacità grandemente scemata", cioè di un vizio parziale di mente, e ha giudicato l'ex avvocato "socialmente pericoloso". Gli psichiatri si sono confrontati oggi nell'aula bunker del tribunale. L’imputato è accusato del tentato omicidio della ex moglie Lavinia Limido, ferita a coltellate in via Menotti la mattina del 6 maggio 2024, e dell’omicidio del padre di lei, Fabio, intervenuto per difendere la figlia dall’aggressione davanti all’azienda di famiglia.
Lavinia: «Se fossimo stati ascoltati prima»
«Sono cose che già sapevamo, se fossero state ascoltate un po’ prima, adesso non ci troveremmo qui - le parole di Lavinia al termine dell’udienza -. Poteva essere tutto evitato se qualcuno avesse ascoltato un po’ di più, avrebbe preso più seriamente o magari avesse avuto anche un po’ di coraggio nel prendere le decisioni. Cosa mi aspetto? Un fine pena mai. Voglio che la mia sicurezza, quella della mia famiglia e di tanti altri soggetti coinvolti in questa vicenda sia garantita».
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