IL CASO
Bici di traverso e striscione: nuovo presidio contro la ciclabile di viale Belforte
Prosegue la protesta, Mav a fianco dei commercianti. E Squillace smentisce
Striscione in vista e biciclette disposte di traverso davanti al locale. È ripartita con un nuovo presidio simbolico la protesta lungo viale Belforte, dove il Movimento Angelo Vidoletti, guidato dalla Bersagliera Stefania Bardelli, oggi, sabato 6 giugno, è tornato a occupare una porzione della carreggiata all'altezza del bar tabacchi Squillace per contestare la pista ciclabile realizzata davanti all'esercizio. Al centro della mobilitazione restano le criticità che, secondo Pietro Squillace, storico commerciante della zona, la nuova configurazione della strada avrebbe creato per clienti, residenti e persone con disabilità. Il titolare dell'attività, gestita dal 1990, respinge inoltre la ricostruzione secondo cui la questione sarebbe ormai avviata verso una soluzione condivisa con l'amministrazione comunale.
Squillace smentisce Civati
«Devo smentire l'assessore Civati per il fatto che dice di avere avuto un incontro con noi commercianti. Gli unici incontri che abbiamo avuto sono stati in circoscrizione», afferma Squillace. Il commerciante sostiene inoltre che il confronto diretto sia arrivato soltanto dopo l'avvio della protesta e ribadisce di non voler trasformare la vicenda in uno scontro politico. «Io non sono un politico, sono un commerciante e vivo del mio commercio. Ringrazio il Movimento Angelo Vidoletti che mi sostiene, ma non faccio parte di alcuna coalizione politica». Le preoccupazioni principali riguardano la sicurezza. Squillace chiede la rimozione delle barriere installate lungo il percorso della pista ciclabile e sostiene che la nuova sistemazione renda più complesso e rischioso l'accesso al locale. «Mi sento in prigione», afferma, spiegando di temere possibili incidenti soprattutto per le persone più fragili. Il titolare ricorda di avere realizzato già negli anni Novanta un accesso dedicato alle persone con disabilità e sostiene che la vicinanza della corsia ciclabile rossa all'ingresso dell'attività rappresenti un potenziale pericolo. «Se esce un disabile con il deambulatore, un non vedente accompagnato dal cane o semplicemente un cliente, cosa succede se arriva una bicicletta o un monopattino?», si chiede.
La pista a ridosso
Secondo Squillace, insomma, la pista si trova troppo a ridosso dell'esercizio commerciale e non garantirebbe sufficienti margini di sicurezza per chi entra ed esce dal locale. Tra le criticità segnalate c'è anche quella degli allagamenti quando piove forte. Il commerciante sostiene che l'acqua piovana si accumula davanti all'attività, creando ulteriori disagi e aumentando i rischi per gli avventori. Non mancano poi le contestazioni sull'impostazione generale dell'intervento, ritenuto poco adatto alle caratteristiche della zona.
Bardelli in prima linea
A sostenere la protesta è tornata in prima linea Stefania Bardelli. La Bersagliera collega la ripresa dell'occupazione simbolica al fatto che la vicenda non ha ancora trovato una soluzione condivisa. «Se fosse vero che è stato raggiunto un accordo con l'assessore Civati, oggi non saremmo qui. Solo un fesso continuerebbe un'occupazione simbolica se avesse raggiunto un accordo», afferma. Il Movimento Angelo Vidoletti conferma l'intenzione di mantenere il presidio finché la situazione non troverà una soluzione.
Priorità sicurezza
«Noi vogliamo garantire la sicurezza dei varesini e sostenere i commercianti che chiedono sicurezza. Non è un capriccio», sostiene Bardelli. Anche secondo la Bersagliera, il rischio sarebbe quello di possibili collisioni tra gli utenti della pista ciclabile e i clienti del locale, compresi soggetti fragili e persone con disabilità visive. La vicenda arriva dopo il recente incontro tra Squillace e l'assessore alla Rigenerazione urbana Andrea Civati, avvenuto per affrontare le contestazioni emerse nelle scorse settimane. Sulle modalità e sugli esiti del confronto restano tuttavia valutazioni differenti. Sia il titolare del bar tabacchi sia il Movimento Angelo Vidoletti hanno infatti ribadito la propria contrarietà all'intervento realizzato lungo viale Belforte e la richiesta di ulteriori modifiche alla configurazione della pista ciclabile.
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