L’ATTACCO
«Varese Pride, soldi sprecati e istituzioni schierate»
Futuro Nazionale contro la manifestazione
Alla vigilia del Varese Pride, previsto per domani tra le vie del centro cittadino, si accende lo scontro politico. A sollevare una dura polemica contro la manifestazione è Futuro Nazionale, con il consigliere regionale Luca Ferrazzi e il referente cittadino Piero Galparoli. Attraverso una nota congiunta, i due esponenti del movimento fondato da Roberto Vannacci esprimono una «ferma e motivata contrarietà» non solo verso le modalità dell'evento, ma soprattutto nei confronti del sostegno economico e istituzionale concesso alla sfilata. Al centro della critica c'è innanzitutto il ruolo della politica locale. Ferrazzi e Galparoli contestano apertamente la concessione di patrocini e l'uso di spazi pubblici da parte delle amministrazioni: «Le istituzioni hanno il dovere di rappresentare l’intera cittadinanza in modo neutrale, anziché schierarsi a favore di manifestazioni fortemente ideologizzate e divisive».
Il mirino di Futuro Nazionale si allarga poi al mondo economico. I due esponenti manifestano forte perplessità per la scelta di «grandi sponsor commerciali e importanti fondazioni economico-bancarie di finanziare queste sfilate».
Secondo il movimento, le risorse locali dovrebbero essere destinate a priorità sociali ed economiche ben più urgenti a sostegno di tutte le famiglie, piuttosto che «a finanziare le rivendicazioni di una singola sigla associativa».
Un capitolo centrale della contestazione riguarda la tutela dei valori tradizionali e della famiglia, definita il pilastro dell'identità culturale e sociale della comunità varesina. C'è infine il tema del decoro urbano e della riservatezza: per il movimento, l'orientamento sessuale appartiene alla sfera intima e personale, e non dovrebbe diventare uno strumento di «esibizione pubblica o convenienza commerciale» con «sfilate dai toni provocatori che rischiano di urtare la sensibilità di molti cittadini, famiglie e bambini presenti nel centro storico».
L'auspicio finale dei due esponenti è un netto cambio di rotta per il futuro, affinché gli enti pubblici e le fondazioni locali «ristabiliscano il principio di neutralità istituzionale».
«È fondamentale - si chiude la nota di Ferrazzi e Galparoli - che il dibattito pubblico su temi così delicati abbandoni le logiche della spettacolarizzazione per ritrovare forme di espressione più sobrie, rispettose della sensibilità di tutta la cittadinanza e orientate al reale bene comune».
© Riproduzione Riservata


