L’ALLARME
Varese, truffa vintage: occhio al telefono fisso
Ecco il metodo più utilizzato per contattare gli anziani nei paesi
Non ci sono soltanto le truffe telematiche, i conti svuotati con un clic, le chiamate dall’estero o da province italiane lontanissime, subito visibili sul cellulare. Ci sono anche gli inganni tradizionali, quasi vintage, che utilizzano uno strumento legato soprattutto alle abitudini degli anziani: il telefono fisso. Non tutti hanno l’apparecchio nuovo che indica il numero in entrata: e la chiamata non viene memorizzata. Spesso poi si risponde al volo, senza pensarci, con la fiducia di chi è al sicuro in casa sua, pensando che dall’altra parte del filo (è il caso di dirlo) ci siano figli, parenti, amici di vecchia data.
Troppe brutte sorprese
A volte non è così: da Casciago ad Azzate, dal sud della provincia a Legnano, si raccolgono sempre le stesse segnalazioni e spesso vengono colpite persone nella stessa via, nelle stesse zone. «Pronto? Buongiorno, siamo i carabinieri - si è sentita dire un’anziana di un paese alle porte di Varese -. Possiamo parlare con il signor “…”». Il cognome era corretto, ma la persona era mancata da anni. Tanto è bastato per rispondere a tono e riattaccare. Ma non tutti hanno la stessa prontezza: senza sapere chi chiama, entriamo più facilmente in confusione. Nella stessa via, altri finti esponenti delle forze dell’ordine hanno allertato per i soliti falsi incidenti capitati ai figli … di persone single. E in questo caso è facile non cascarci. Ma per la maggior parte che si salva, anche grazie al tam tam di parenti, carabinieri, polizia e amministrazioni, c’è sempre una persona indifesa che può finire nelle mani sbagliate. Un tempo c’erano gli elenchi telefonici, miniere di informazioni, nomi, indirizzi, ora i numeri si trovano online, a meno di impedirne la diffusione per privacy.
Agenti insistenti
C’è poi un altro filone, quello delle vendite porta a porta, guarda caso precedute ancora una volta da una telefonata sul fisso: in pochi istanti si strappa un appuntamento a una famiglia “senza impegno”, per poi accorgersi che le persone in arrivo non sono dei volontari o addetti del Comune, ma dei venditori di prodotti sanitari o per la casa. Qui siamo al limite della legalità, perché non parliamo di ladri travestiti o di truffatori, ma a ben guardare è ancora più difficile difendersi davanti a potenziali contratti firmati o impegni presi con aziende. Il malvivente ci farà un danno entrando in casa solo se riuscirà a scovare banconote o preziosi, ma nemmeno strappare un sì a una vendita con l’insistenza o astuti giri di parole è qualcosa di cui andare fieri. E tutto parte spesso da una cornetta alzata.
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