L’IDEA
Università in centro a Varese: la rettrice «promuove» la proposta
Mozione della Lega per impegnarsi in questa direzione, applauso dell’Insubria. Pierro: «Iniziativa apprezzabile»
L’università al centro. La Lega propone una mozione che va in questa direzione. E la rettrice dell’università degli studi dell’Insubria auspica che tutti la votino. Niente politica, in mente l’obiettivo di fare bene per l’ateneo e «ripopolare la città di giovani». La rettrice, Maria Pierro, ha saputo da Prealpina della mozione e il suo commento è entusiasta: «Non posso che apprezzare le iniziative che hanno come scopo il sostegno alla crescita della nostra università e spero che questa mozione venga condivisa da tutte le parti politiche, che l’appello sia raccolto e condiviso». Finalità: «Fare rivivere la città, la ricaduta positiva nel trasferimento delle discipline giuridico-umanistiche sarebbe enorme per la comunità, l’indotto ne gioverebbe».
«Rinascita per tutta la città»
La rettrice - che ben conosce le più blasonate città universitarie, come Pavia - è certa che Varese trarrebbe solo benefici dalla “vita vissuta” degli studenti in centro e di riflesso per tutti gli aspetti sociali e economici, non ultimo quello ambientale, perché si ridurrebbe l’inquinamento causato dai mezzi privati, con il viavai dal campus universitario di Bizzozero.
Nel dettaglio
Ma che cosa dice la mozione? In pillole, si richiede che nella ex caserma Garibaldi possano essere destinati spazi all’ateneo per “attività didattiche, seminariali, culturali e di ricerca”, contribuendo alla creazione di un vero polo universitario nel cuore della città”. In subordine, la richiesta è “di individuare e rendere disponibili altri spazi comunali idonei, ubicati nella zona centrale della città, per garantire lo sviluppo dell’università degli studi dell’Insubria e favorire la trasformazione di Varese in città universitaria”. Niente consumo di suolo ma rigenerazione urbana auspicabile.
L’idea perseguita
L’idea di portare - anzi di riportare - parte dell’ateneo in centro è obiettivo che l’Insubria persegue da tempo. E che verrà attuato, almeno in parte, con il trasferimenti d Giurisprudenza nell’edificio delle corporazioni, cioè in alcuni spazi della Camera di commercio in piazza Monte Grappa. Un accordo ancora in fase di definizione e che “decollerà” con le prime lezioni il prossimo settembre. «La Camera di commercio, con il presidente Mauro Vitiello, ha compreso le nostre necessità», commenta la professoressa Pierro. Necessità che erano state espresse con l’auspicio che l’Insubria potesse occupare spazi nella ex caserma Garibaldi in fase di ristrutturazione. Ipotesi stoppata dall’amministrazione comunale. Per come sono ristrutturati, gli spazi interni non consentono opzioni utili per l’ateneo.
Mozione leghista
La mozione ha avuto come primo proponente Stefano Angei, vicecapogruppo della Lega, ed è poi stata sottoscritta dagli altri consiglieri leghisti. «Alla rettrice che propone di creare una vera città universitaria, aperta dinamica e inclusiva e che per farlo richiede spazi in centro - dice Angei - l’amministrazione comunale avrebbe dovuto srotolare tappeti rossi, invece non lo ha fatto». La mozione stasera compare al punto 9 dell’ordine del giorno del consiglio comunale. Può anche darsi che non si arrivi a trattare il punto (per impegni di lavoro non è certa la presenza del proponente che ha comunque demandato un collega del gruppo a presentare il documento).
Il punto della questione è però un altro. E cioè il fatto che il tema università arrivi a Palazzo Estense. Alla rettrice interessa che la visione di una città universitaria prenda forma. Senza rinunciare - anzi - al polo tecnologico del campus di Bizzozero, ma trasferendo in città quanto è possibile delle discipline che non hanno bisogno di laboratori. Servono soldi - tanti - motivo per cui è fondamentale che gli enti locali e il mondo economico sostengano il progetto, insieme con la società civile.
Il rettorato è in via Ravasi, “sopra” piazza Repubblica, con 150 dipendenti che qui rimarranno. Lo sguardo è rivolto al centro città e alla piazza di fronte, non solo per la presenza della ex caserma ma anche di quel grande spazio - sul quale sorge anche il teatro - e che in futuro dovrebbe avere destinazione diversa da quella attuale, stando al vecchio accordo di programma che coinvolge vari enti, tra cui la Regione.
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