ITINERARIO
Vicoforte, la magnificenza del santuario

Il santuario di Vicoforte presenta un corpo pittorico a tema unico pari a quello nella Cappella sistina, dove la superficie dipinta da Michelangelo è di 460 metri quadrati.
Imponente, grandiosa, monumentale: sono gli aggettivi più azzeccati per il santuario e la basilica Regina Montis Regalis, dedicato alla Natività di Maria di Vicoforte, in provincia di Cuneo.
Il monumento, infatti, possiede la cupola ellittica in muratura più grande al mondo presentando, appunto, un campo pittorico, a tema unico, di oltre seimila metri quadrati.
Il suo fulcro è l’effigie della Madonna col Bambino dipinta sul pilone in muratura, elevato nel tempietto centrale: secondo la leggenda fu costruito per voto da un fornaciaio, sul finire del 1400.
Un secolo dopo, un gruppo di vicesi edificò attorno a esso una piccola cappella e nel 1595, a seguito di numerose guarigioni miracolose e a una partecipazione popolare straordinaria, il vescovo e la città di Mondovì si unirono per onorare la santa immagine mariana con un tempio ampio e maestoso.
La posa della prima pietra avvenne nel 1596 alla presenza del duca Carlo Emanuele I di Savoia e il cantiere fu diretto dall’architetto Ascanio Vitozzi fino al 1615. La cupola, invece, è opera del geniale architetto monregalese Francesco Gallo che la terminò nel 1733, mentre l’opera completa fu terminata soltanto nei primi anni del Novecento.
Il Santuario sorprende per la sua imponenza e grandiosità: dall’esterno sono chiaramente evidenti le fasi costruttive succedutesi nell’arco di tre secoli, ragione della compresenza di stili diversi.
La parte inferiore, costruita in forme tardo rinascimentali, risale al primo Seicento: è rivestita in arenaria di Vico, la pietra ornamentale estratta nel territorio comunale.
Il tamburo e la cupola, di gusto barocco e scanditi da otto robusti contrafforti, sono invece caratterizzati dall’uso del mattone a vista e furono innalzati nella prima metà del Settecento.
Mentre la copertura in rame, che sostituì le tre falde del tetto originale in coppi, e le torri campanarie, ispirate a un vago eclettismo, sono realizzazioni dell’ultimo ventennio dell’Ottocento.
Oggi è possibile vedere da vicino la magnificenza del santuario e della sua cupola con Magnificat, un’innovativa modalità di visita guidata: indossando un elmetto e un imbrago, si sale fino a 60 metri di altezza per ammirare l’opera da una prospettiva insolita e ravvicinata.
Il percorso parte dalla palazzata e poi sale all’interno del santuario, in spazi finora mai aperti al pubblico.
La visita permette una lenta ascesa e un’esplorazione accurata: nei 266 gradini di salita si alternano le spiegazioni essenziali e la visione diretta di affreschi e decorazioni.
Arrivati alla lanterna, il cosiddetto cupolino, è possibile godere dell’inimitabile visuale a strapiombo sull’ambiente ovale, e osservare, all’esterno, il panorama unico delle Alpi e delle colline vicesi.
Altre visite guidate al complesso monumentale del Santuario sono invece organizzate da personale volontario per scoprire tutti gli ambienti della chiesa e alcune stanze dell’attiguo monastero cistercense.
Per raggiungere Vicoforte si può scegliere di camminare sul percorso devozionale che collega Mondovì al Santuario Regina Montis Regalis, noto come Via delle Cappelle.
L’idea di realizzare quattordici cappelle nelle quali fossero rappresentati i misteri del santo rosario, lungo la via più breve che dalla città porta al luogo di culto, sorse nel 1682 con la rifioritura della venerazione per la Madonna di Vico.
Il Santuario avrebbe segnato il termine del percorso devozionale e rappresentato il quindicesimo mistero di un tragitto lungo sei chilometri, assai piacevole, panoramico e molto frequentato. Un altro percorso molto semplice, di 5 chilometri, che si snoda tra Vicoforte e Braglia è il tratto vicese di uno dei “petali” del Landandè, un sentiero a oggi lungo 55 chilometri totali che vuol portare alla scoperta di un territorio dalle notevoli eccellenze culturali e gastronomiche.
Info e dettagli per questo itinerario e per le visite al santuario e alla cupola si trovano su visitcuneese.it
© Riproduzione Riservata