FESTA NAZIONALE
«Voto dal 1946 ed è un piacere», il 2 giugno della barista 101enne
Anna Possi, ultracentenaria titolare del “Bar Centrale” di Nebbiuno, ricorda il suo primo voto per il referendum che sancì la vittoria della Repubblica sulla Monarchia
«Nel 1946 ho votato per il re, ma dopo tanti anni mi hanno fatto Cavaliere della Repubblica». Anna Possi, 102 anni a novembre, la titolare del “Bar Centrale” di Nebbiuno, la barista più anziana d’Europa e oramai gettonata da Tv e mass media, ricorda così quando nel giugno del 1946 si andò a votare per il referendum che sancì la vittoria della Repubblica sulla Monarchia.
IL PRIMO VOTO
«Fu il primo voto per le donne, ma per me era il primo in assoluto perché in precedenza non avrei potuto votare non avendo compiuto ancora 21 anni». Il suo voto andò al re: «Io e mio marito avevamo l’albergo Savoia, denominato così proprio in onore dei reali, e quindi era un po’ scritto che avrei votato per loro. Ricordo che nel Vergante, per esempio a Nebbiuno, vinse nettamente la Repubblica, ma Gignese era più legata alla Monarchia forse per le frequentazioni altolocate estive, dato che era un centro rinomato di villeggiatura. Non ricordo però grandi feste per il diritto al voto, non si parlava di politica, c’erano i problemi economici del dopoguerra più impellenti. Lo scontro ideologico c’era maggiormente nelle grandi città. Ero di Vezzo, che fino al 1927 Comune autonomo, poi venne accorpato a Gignese. E proprio a Vezzo votai e vinse, almeno lì, la monarchia. A Gignese c’è l’Alpino, il più antico campo di golf d’Italia dove nel 1924 si era giocato il primo Open nazionale e alcuni reali erano di casa. Maria Josè, moglie di Umberto II, fu ospite nella Villa Ghisleri, di proprietà di una nobile amica della Regina Elena, la consorte di Vittorio Emanuele III».
«ESPRESSIONE DI DEMOCRAZIA»
Negli anni successivi, però, Anna non ha perso più una votazione diventando un vero modello di cittadino repubblicano: «Sono andata a votare anche per l’ultimo referendum sulla giustizia. Mi faccio delle mie opinioni leggendo e studiando, e poi voto di conseguenza. Il nostro voto però ora quanto serve? Tutto dipende anche dai politici. Per me comunque andare a votare è sempre un piacere, è una espressione di democrazia».
L’intervista integrale sulla Prealpina di martedì 2 giugno in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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