ROMA
Welo, a Sanremo il jingle su chi è costretto a lasciare il Sud
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 06 FEB - Il dolore senza fine per i bambini
uccisi a Gaza, gli amori belli e quelli impossibili, i lutti che
si metabolizzano ma non si dimenticano, la felicità e i mali
necessari, il bisogno di leggerezza. Sono tante e diverse le
tematiche delle canzoni di Sanremo e grazie al rapper salentino
Welo e al suo brano 'Emigrato' ci sarà anche il grido di chi è
costretto ad abbandonare il Sud per costruirsi una posizione da
un'altra parte o chi ci vive fra lo Stato assente e il lavoro in
nero. Non sarà né tra i Big né tra le Nuove Proposte ma nel
jingle del prossimo Festival.
Manuel Mariano, in arte Welo, classe 1999 e solide e
orgogliose radici piantate a Lecce, è stato uno dei finalisti di
Sanremo Giovani ma non ha conquistato il posto all'Ariston.
Subito dopo però la chiamata di Carlo Conti e la proposta di
prendere il posto della sigla sanremese che l'anno scorso era
stata affidata a 'Tutta l'Italia' di Gabry Ponte. "È successo
tutto in maniera molto inattesa, - dice all'ANSA Welo - da una
sconfitta che in quel momento poteva anche, come tutte le
sconfitte, fare male, è arrivata questa opportunità veramente
super inaspettata, quindi sì, sono contento e ora ci giochiamo
questa carta con tanta voglia e tanta felicità, sicuramente".
In Emigrato Welo affronta il tema importante, spesso
sottovalutato, del dolore di chi nasce in un posto e deve
lasciarlo per seguire il suo lavoro o i sui sogni: "E' la storia
di tantissima gente, non è una cosa alla fine nemmeno troppo mia
personale. Sono storie che anche io ho vissuto, che vivo, perché
comunque devo costantemente muovermi, perché la musica ci impone
di dover andare, per esempio, a Milano che dà tante opportunità.
Alla fine io ho cercato, con semplicità e spontaneità, di
rappresentare un po' la mia gente, le storie di tutti i giorni,
spesso nessuno ne parla o vengono date per scontate secondo me".
Nel video, realizzato con dei ragazzi delle case popolari, ci
sono persone vestite da clown e un'atmosfera circense, quindi
una gioia che cozza con il testo: "Alla fine quella è un po' la
base della mia musica, perché noi di giù siamo un po' fatti
così, cerchiamo sempre alla fine di trovare il lato positivo
delle cose, ma anche con un po' di ironia. Poi nella mia visione
del video era un po' come se noi fossimo gli animali del circo,
con la gente sta a guardare".
Una delle barre di Welo dice: 'Emigrato perché qui lo Stato
è sempre assente, ingiustificato'. "Sicuramente ci sono tante
cose che non vanno, sono solo l'ennesimo che lo dice, grazie a
Dio ognuno può dire la propria opinione, ci sono tante cose che
non funzionano, da piccole a grandi situazioni, quindi
sicuramente c'è un grido, una forma di protesta con la musica,
la musica deve anche fare questo. Per esempio il rap nasce così,
quindi è bello e giusto così secondo me".
Sulle polemiche che riguardano l'Eurovision dice: "Penso che
qualsiasi persona sia contro i massacri e le guerre. Non saprei
dire cosa farei precisamente perché credo che bisogna trovarsi
in una situazione, secondo me è anche un po' inutile dire a
prescindere non vado, non ci vado, perché poi spesso le persone
quando si trovano le proposte sotto mano cambiano idea. Poi
anche andare e portare un messaggio non la vedo una cosa
sbagliata, perché se dovessimo boicottare ogni cosa che è contro
gli ideali, allora fondamentalmente dovremmo stare spesso a
casa".
Welo che sul viso ha tatuato il nome della mamma Giulia persa
quando era piccolino sente forte il supporto della sua famiglia
e dei suoi amici: "È il primo luogo dove comunque io posso
essere me stesso e ricevere comprensione sul posto, per quanto
io abbia una storia familiare un po' così, so che loro ci sono
per me". Quanto alle collaborazioni future dopo quella
importante con Guè, dice: "Ci sono ovviamente quei nomi che sono
dei sogni e spero che vengano esauditi, ne potrei dire tanti ma
magari un Fabri Fibra o un Caparezza, artisti che mi hanno
veramente ispirato a diventare quello che sono oggi, che sono
per me dei maestri, quindi un giorno magari speriamo di poter
fare qualcosa con loro e imparare ancora". E il prossimo passo?
"Da Emigrato chiaramente ho avviato questo percorso, quindi
ovviamente ci sarà una bella continuazione. Credo di voler
portare una serie di cose, un concept album fatto come si deve
riguardo anche a certi temi che ho già toccato e non vedo
l'ora". (ANSA).
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