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L’idea è tanto ambiziosa quanto poco originale. Ad Alessandria d’Egitto era sicuramente stata accarezzata, e non ha mai smesso di esserlo; sorvolando i secoli, la Biennale d’Arte del 2013 era stata intitolata proprio «Il Palazzo Enciclopedico». Concentrare il sapere affinché possa essere consultato è un’idea che, se non alla notte dei tempi, risale almeno all’alba.
Non è, dunque, il primo tentativo dell’Umanità, quello della World Digital Library di organizzare e rendere accessibile tutto il sapere. Certo, rendere fruibile, potenzialmente, questa conoscenza dai quattro angoli del globo è un obiettivo che solo con la digitalizzazione e tecnologia informatica può essere ipotizzato. Il progetto sta concludendo la fase preparatoria, entro il 2021 si prevede, infatti, che tutti i materiali finora raccolti saranno disponibili nel sito definitivo, che attualmente conta più di 19.000 documenti (dai formati più classici: libri, quotidiani, mappe, fotografie, a quelli più moderni: video e audio) provenienti da 193 Paesi, tutti digitalizzati e resi disponibili per i visitatori.
Documenti che costituiscono i primi mattoni di una cattedrale intellettuale, che promuova il flusso delle idee e l’accesso il più ampio possibile alle informazioni, all’interno della quale non ci si possa solo informare ma ci si possa soprattutto incontrare: una interrelazione tra culture, nel tentativo, anche questo eterno, di avvicinare gli uomini ad una convivenza pacifica e collaborativa, che trovi negli studi, negli sforzi creativi e intellettuali dei singoli un terreno comune su cui germogliare. Perché come dice il poeta: «Al passar questa valle / … quel che ’n altrui pena / tempo si spende … / in qualche honesto studio si converta».
E come tutte le cattedrali la sua edificazione non potrà mai dirsi conclusa, dovrà essere mantenuta e soprattutto ampliata attraverso la collaborazione dei diversi partner e dei differenti paesi che forniranno il materiale per la collezione. Molte biblioteche nazionali partecipano al progetto e centinaia di istituti culturali; per il nostro Paese, tra gli altri, la Biblioteca Nazionale centrale di Firenze, la Biblioteca Universitaria di Napoli, quella di Padova, di Sassari, di Napoli e la Biblioteca Estense di Modena con le copie digitali tratte da manoscritti, libri antichi e stampe di grande valore, tra cui alcuni manoscritti galileiani, i disegni del Palazzo Reale di Caserta con i progetti del Vanvitelli, la carta nautica del bacino del Mediterraneo del XVI secolo.
Una delle caratteristiche metodologiche della Biblioteca è presentare i materiali raccolti nella lingua originale, perché come disse alla presentazione del progetto il direttore della Bibliotheca Alexandrina «se vuoi veramente conoscere e rispettare le altre culture, devi avere accesso alle loro produzione nel linguaggio originale».
Un progetto come questo presenta molte sfide, tecnologiche - sicuramente - ma anche finanziarie, organizzative e collaborative, ma certamente è un progetto grandioso, ambizioso che merita di essere stato tentato e portato avanti, nel solco di tutte quelle grandi idee che si prefiggono il bene comune del pianeta, perché una tale impresa mondiale potrebbe avere l’effetto di unire i popoli, celebrando la profondità e l’unicità delle culture che abitano il mondo. L’obiettivo principale del programma è, infatti, quello di promuovere una comprensione e una presa di coscienza internazionale e interculturale, attraverso l’espansione della diversità culturale presente in rete, la messa a disposizione di fonti di studio per ricercatori e studenti e lo sforzo di ridurre il divario culturale tra le Nazioni. Il sito offre numerose modalità di consultazione e ricerca; è infatti possibile navigare all’interno dei documenti incrociando date, tipologie, provenienze geografiche, argomenti e via dicendo. Molti documenti sono accompagnati da una descrizione curata da esperti atta a contestualizzare il documento e a fornire una prima base per altri approfondimenti. Il sito è consultabile nelle sette lingue ufficiali dell’ONU (assente l’italiano) e contiene documenti in 145 idiomi (italiano compreso).
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