RICORDI
Zeppeling al cinema, una macchina del tempo
Il documento eccezionale di un mito torna dopo 48 anni in tutte le sale

Correva l’anno 1978, nell’estate tra terza media e quarta ginnasio un 14enne scopre le magie del rock: cinema Zenit di piazza Piemonte a Milano (chiuso nel 1983, al suo posto una maxi libreria), sullo schermo The Song Remains the Same, clamoroso documento live dei Led Zeppelin, all’epoca band inavvicinabile dopo il tragicomico show del 1971 al Vigorelli che segnò l’inizio dell’ostracismo dei maggiori gruppi mondiali verso l’Italia durato quasi un decennio.
In quei 137 minuti Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jonh Bonham (che nel 1980 ci avrebbe lasciati mettendo definitivamente fine all’epopea del “dirigibile”), immagini del 1973 al Madison Square Garden di New York, sciorinano il meglio di una produzione che va dal “quasi” metal (Moby Dick, Rock and Roll, Whole Lotta Love) al blues (Since I’ve Been Loving You) alle atmosfere oniriche e vagamente prog (No Quarter, Rain Song), con riprese live alternate a scene della vita e dei sogni dei quattro. Da allora l’esistenza del suddetto quattordicenne non è più stata la stessa!
Oggi, a 51 anni da quegli show, con i protagonisti ormai ottantenni, il gioiello è stato rispolverato, rimasterizzato e, per tre giorni, è tornato nelle sale di tutto il mondo. Se anche un solo 14enne odierno - magari trascinato al cinema da papà o zio - fosse stato conquistato alla “causa” del rock, sarebbe una conquista preziosa. Non si è mai troppo vecchi per il rock, ma ben venga qualche adepto senza capelli bianchi e problemi di prostata.
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