VIOLENZA GIOVANILE
«Zitti o bruciamo la sede degli Alpini»
Nuove testimonianze sul brutale episodio avvenuto a Porto Ceresio
Il racconto di chi ha vissuto quei momenti restituisce la fotografia di una serata di pura follia. Mercoledì sera a Porto Ceresio, con il “branco” scatenato contro un 44enne e poi pronto a rubare la bici di una ragazza, tra i primi a intervenire un anziano membro del gruppo Alpini che ha tentato coraggiosamente di mediare: «Ragazzi smettetela, siete in tanti contro uno, basta così, andate via!» ha intimato. La risposta di uno dei giovani è stata però agghiacciante: «Se non stai zitto picchiamo anche te e poi diamo fuoco alla sede degli Alpini».
Poco distante, una ragazza si è trovata ad assistere alla scena: «Sono rimasta davvero sconvolta, dal vivo non avevo mai visto una violenza di gruppo così forte».
Sul posto è arrivata poco dopo anche Agnese Castiglioni, presidente della Consulta Giovanile: «Esprimo profondo dispiacere e vicinanza alla vittima. È doloroso vedere una simile violenza per futili motivi in un paese unito come il nostro. C’è paura nella comunità: negli ultimi due anni i momenti di pericolo sono aumentati, tra schiamazzi, piccoli scontri e l’immondizia che molti ragazzi da fuori lasciano sul lungolago, costringendoci a raccoglierla. Per quanto accaduto non ci sono parole, ma ci tengo a dire con fermezza che non tutti i giovani sono così e che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. La stragrande maggioranza dei ragazzi condanna totalmente questi comportamenti: la violenza non definisce la nostra generazione».
Una tensione esplosa anche sui social, dove molti cittadini indignati hanno minacciato di organizzare delle ronde per difendere Porto Ceresio.
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