TRIBUNALE
Atti osceni, cappi e teschi impalati: coppia perseguitata in Valcuvia
Sessantenne denunciato e a processo. La testimonianza della donna: «Avevo la sensazione di vivere in prigione»
Per tre anni siamo stati perseguitati dal nostro vicino che tutti i giorni si metteva in giardino, a volte indossando solo biancheria intima femminile, e si masturbava davanti alle nostre finestre. Non solo: nel terreno collocava teschi impalati, cappi, lumini da morto, oggetti esoterici. Eravamo spiati costantemente. Tanto che alla fine abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini e, per risolvere il problema, abbiamo comprato noi la sua casa, che era andata all’asta». La testimonianza è di una coppia che vive in un paese della Valcuvia e che ha denunciato il vicino sessantenne per atti persecutori. Reato per il quale l’uomo è ora a processo in Tribunale a Varese.
I filmati
«E’ tutto filmato e documentato», hanno raccontato le persone offese, costituite parte civile con l’avvocato Paolo Valenzano, davanti al giudice Francesco Anello. «Mia moglie viveva in un costante stato d’ansia. Non esce più di casa, neppure per fare la spesa». «Avevo timore anche ad andare sul balcone a stendere i panni. Se uscivo di casa da sola, lui mi seguiva. Avevo paura di aggressioni fisiche e sessuali. Avevo la sensazione di vivere in prigione», ha spiegato la donna. Il processo proseguirà a luglio, quando potrà parlare l’imputato che, difeso dall’avvocato Rossella Bonoldi, parla di semplici dissidi tra vicini di casa, con accuse reciproche di “invadere” la vita degli altri ed alcuni episodi mal interpretati dalla controparte.
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