L’EVENTO
Cinquanta imprenditori, un ministro e il futuro del territorio
L’incontro a Bodio Lomnago organizzato da Bcc con Giancarlo Giorgetti
È stata l’occasione per un incontro diretto e riservato tra cinquanta imprenditori del Varesotto e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, promosso dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, banca del territorio che ha voluto creare uno spazio di confronto venerdì sera – 30 gennaio – a Villa Baroni di Bodio Lomnago. «Un momento – spiegano gli organizzatori in una nota – pensato per riaffermare l’importanza delle relazioni tra un ministro che oggi rappresenta un punto di riferimento anche a livello internazionale in ambito economico e la propria terra, con gli imprenditori del territorio ai quali il ministro Giorgetti non fa mai mancare attenzione, disponibilità e ascolto».
«La crescita non si annuncia, si costruisce con una stretta di mano e la domanda giusta – ha esordito il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi –. In un momento in cui l’economia corre veloce, sentiamo il dovere di essere l’acceleratore di cui questo territorio ha bisogno. La nostra forza non sono solo i bilanci, ma la capacità di riunire l’intelligenza produttiva varesina e metterla in dialogo diretto con chi guida le scelte del Paese. Siamo qui come partner, come facilitatori di opportunità che altrimenti resterebbero chiuse nei palazzi».
Un concetto ripreso con forza da Diego Trogher, vicepresidente della banca e voce del territorio varesino: «Chi nasce e cresce tra questi laghi e queste fabbriche sa che non cerchiamo scorciatoie. Vogliamo solo poter competere alla pari, con le stesse condizioni dei nostri competitor globali. Questa sera la Bcc ha dimostrato che essere “locali” non è un limite, ma un privilegio: significa avere le chiavi per aprire le stanze che contano. Mettere tutto il nostro staff direttivo a tavola con voi vuol dire una cosa sola: siamo pronti a trasformare questo confronto in operatività concreta per le aziende».
Accanto agli imprenditori erano presenti i membri del Consiglio di amministrazione della banca, il direttore generale Roberto Solbiati e il management.
Il confronto si è sviluppato in un clima sempre più diretto e informale, con uno scambio aperto su competitività, welfare, accesso al credito e prospettive di sviluppo. Un appuntamento a cui non ha voluto far mancare il proprio sostegno anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che, impossibilitato a partecipare per impegni legati al calendario olimpico, ha inviato un messaggio di vicinanza e condivisione, ribadendo il ruolo strategico della provincia di Varese nelle politiche di sviluppo regionali.
Sul tema del welfare e della competitività è intervenuto Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia: «Oggi il benessere dei lavoratori non è più un elemento accessorio, ma una leva strategica per la tenuta e la crescita delle imprese. Trattenere talenti, aumentare la produttività e garantire stabilità sociale sono obiettivi che viaggiano insieme. Regione Lombardia è fortemente impegnata nel sostenere le imprese del territorio attraverso bandi mirati, misure di accompagnamento e iniziative a supporto dell’innovazione e della competitività del sistema produttivo locale».
«Ed è anche questo il compito di una banca locale – ha concluso Scazzosi –: sostenere reti di protezione, favorire progetti di sistema e aiutare il territorio a intercettare la giusta quota di risorse regionali e nazionali. Perché una comunità coesa è una comunità che produce meglio e sa affrontare con più forza le fasi di incertezza».
All’incontro ha preso parte anche Andrea Mascetti, presidente di Finlombarda, a conferma dell’attenzione del sistema regionale verso il dialogo con le imprese varesine e della volontà di rafforzare il coordinamento tra istituzioni finanziarie e tessuto produttivo locale.
«Quando le luci si sono spente, la sensazione non era quella di un evento concluso, ma di una squadra pronta a scendere in campo – conclude la nota –. Perché a Varese lo sanno da sempre: l’unione fa la forza. E quando quella forza si siede al tavolo giusto, il territorio smette di chiedere e inizia a guidare».
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