UDIENZA A MAGGIO
Delitto Aroyo, chiesto il giudizio immediato
Omicidio, furto in appartamento, soppressione di cadavere e incendio le accuse a carico dei tre arrestati di Busto Arsizio
Omicidio, furto in appartamento, soppressione di cadavere e incendio. Sono queste le accuse a carico di Valentina Peroni, il marito Emanuele Paganini e l'amico Elvis Simoni, i tre di Busto Arsizio che tra il 22 e il 23 luglio uccisero Hayati Hayim Aroyo nel suo appartamento di Sesto San Giovanni. Il pubblico ministero di Monza Marco Santini ha chiesto il giudizio immediato, l'udienza è prevista a maggio.
Sconfessato il movente ipotizzato all’inizio delle indagini, ossia una presunta violenza sessuale che Valentina avrebbe subito dal turco, un sessantaduenne che organizzava festini fatti di orge e cocaina. I dissidi tra i quattro erano piuttosto dovuti all’abuso di stupefacenti dei tre bustesi, restii a pagare ma mai sazi di sostanza. Cadute le aggravanti del reato commesso a scopo di rapina e della premeditazione: gli imputati potranno chiedere il rito abbreviato.
Il turco-israeliano quella notte era stato aggredito in corridoio a coltellate, trasportato nella camera e disteso sul letto. I tre appiccarono il fuoco nella stanza sperando di distruggere sia le loro tracce che il corpo di Aroyo, facendolo apparire vittima di un rogo accidentale. Ma i pompieri arrivarono in tempo per preservare i suoi resti. Aroyo era cognato di Hüseyin Saral, boss della criminalità organizzata turca dei Sarallar: l’uomo venne ammazzato in un agguato in Calabria ma con il delitto di Aroyo furono subito escluse connessioni. I tre bustesi vennero arrestati dalla polizia lo scorso settembre.
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