ROMA
Docente iraniana, 'le grandi città si spopolano, migliaia i licenziati'
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - A Teheran si sta delineando una
silenziosa migrazione interna: "le famiglie stanno abbandonando
le grandi città non solo per la pressione economica, ma anche
per la cronica stanchezza psicologica e la costante incertezza.
Questo movimento graduale, quasi silenzioso ma continuo, sta
contemporaneamente mettendo a dura prova le aree
sottosviluppate, lasciando al contempo alcune zone delle grandi
città ad affrontare un lento e sottile spopolamento". A
raccontarlo all'ANSA è una docente iraniana quarantenne che per
anni ha vissuto fuori dal suo Paese ma recentemente vi è
rientrata per stare vicino alla famiglia in questi mesi di
proteste e di guerra.
Anche il comportamento dei consumatori è profondamente
cambiato, racconta la donna: "oltre all'inflazione, ciò che è
scomparso è la prevedibilità. Le famiglie non pianificano più in
base a prezzi stabili o a un accesso affidabile ai beni;
reagiscono invece momento per momento, acquistando quando i
prodotti sono disponibili, sostituendo costantemente un articolo
con un altro e abbassando progressivamente le aspettative.
L'erosione della prevedibilità è diventata una delle
caratteristiche distintive della vita quotidiana".
I danni e la distruzione di fabbriche, centri di produzione
e infrastrutture industriali durante la guerra, poi, hanno
innescato una nuova ondata di licenziamenti. "Migliaia di
lavoratori e dipendenti hanno perso il lavoro, lasciando molte
famiglie senza una chiara prospettiva di ritorno al lavoro né
alcuna stabilità economica su cui fare affidamento", spiega la
docente. Inoltre, "le diffuse restrizioni e interruzioni di
internet hanno di fatto paralizzato ampi settori lavorativi
dipendenti dalla comunicazione online. Molti insegnanti online,
freelance, traduttori, creatori di contenuti e imprenditori
online hanno perso gran parte del loro reddito o addirittura il
lavoro negli ultimi mesi, semplicemente perché mantenere un
contatto stabile con studenti, clienti o mercati internazionali
è diventato quasi impossibile". (ANSA).
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