ROMA
Eurispes, Pil Italia da Paese avanzato ma per i giovani è come periferia
(ANSA) - ROMA, 02 APR - L'Italia non è solo un Paese che paga
una pesante emigrazione giovanile è un caso anomalo in Europa.
Non solo l'Italia perde almeno 37.700 giovani all'anno e 1,66
miliardi di Pil, ma offre un mercato giovanile peggiore dei
paesi dell'est. Questa fotografia arriva dall'analisi
comparativa realizzata dall'Eurispes su 22 Paesi europei
costruita su 16 indicatori armonizzati Eurostat nel periodo
2016-2023, che classifica le economie europee in cluster
strutturali. Il risultato è che l'Italia appare come un Paese
con Pil da economia avanzata e condizioni per i giovani da
periferia europea. E questo non è un paradosso temporaneo: è una
condizione strutturale.
Nel dettaglio, l'analisi individua tre raggruppamenti. Il
primo, che comprende Germania, Francia, Paesi Bassi, Svizzera,
Svezia e altri sei Paesi, registra un saldo migratorio netto dei
giovani tra 18 e 39 anni di +13,6 per mille: sono le
destinazioni principali dei giovani in movimento. Il secondo
raggruppa i Paesi dell'Est e del Sud Europa, ancora periferici
ma in convergenza, con un saldo positivo di +4,5 per mille.
L'Italia, con +7,5 per mille, si colloca nel mezzo, ma il dato
aggregato nasconde un'emorragia qualitativa che i numeri
strutturali rendono chiaramente visibile.
L'Italia registra il 22% dei Neet (15-29 anni), quasi tre
volte la media del cluster nord-europeo (8,7%); il tasso di
occupazione dei neolaureati è venti punti sotto i paesi dell'Est
Europa (58,9% contro 80,4%)); il part-time involontario fa
registrare la percentuale più alta dell'intero campione europeo
(62,9%); la percentuale di laureati 25-34 anni)si trova
quattordici punti sotto la media dei paesi in convergenza. Il
paradosso italiano è tutto in questi numeri. Con un Pil pro
capite di 30.594 euro, ben superiore ai 17.000 euro medi dei
paesi dell'Est Europa, l'Italia riesce a offrire ai propri
giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria,
Polonia o Croazia. L'occupazione dei neolaureati tocca il 58,9%,
contro l'80% abbondante dei paesi in convergenza. Il reddito
mediano reale, invece di crescere, si contrae: indice 97 contro
132 dei paesi emergenti dell'Est. Un segnale di impoverimento
strutturale delle famiglie che non ha equivalenti nel campione
considerato nella ricerca. (ANSA).
© Riproduzione Riservata


