VIABILITA’
A8, cantieri e disagi infiniti. E noi paghiamo
Non cambia mai nulla sull’autostrada dei Laghi: servizio carente, pedaggio salato, tempi di percorrenza incerti
Il 9 luglio 2024, su queste colonne, il collega Luigi Crespi presentava un resoconto tanto impietoso quanto realistico in merito alla difficoltà di percorrere l’A8 tra Varese (uno dei due vertici) e la barriera di Gallarate. Difficoltà alle quali si aggiungevano le altre sparse dallo snodo di Gallarate a Milano (l’altro vertice). Ne emergeva l’immagine di un infinito cantiere avviato da ben cinque anni un po’ ovunque sul reticolo autostradale italiano e in particolare su questi 44 chilometri che sono i più vecchi e trafficati del mondo - dopo che Autostrade per l’Italia aveva deciso di mettere mano alle strutture, a strage del ponte Morandi ormai avvenuta - e senza un orizzonte temporale in grado di indicare la possibile fine. L’unica concessione, all’epoca, è stata la sospensione dei lavori in agosto. Oggi, a un anno e mezzo di distanza e cantiere sempre attivo, la speranza è che almeno tutta l’estate sia risparmiata.
I soldi che si lasciano
Perché a percorrere ogni giorno la Milano-Laghi, come capita a chi scrive, a parecchi colleghi e ad ancor più pendolari e lavoratori, l’unica certezza sono i soldi che si lasciano alle barriere. A quella di Lainate 1,90 euro, a quella di Gallarate 1,70. Per un certo periodo c’è stato lo sconto per chi la faceva avanti e indietro ogni giorno, appunto i pendolari: hanno pensato bene di toglierlo, sia mai che si andasse troppo incontro agli utenti. Per il resto, su tempo di percorrenza, restringimenti, deviazioni, code, corsie ridotte, birilli, segnaletica insufficiente, riasfaltature continue, sassolini sul parabrezza, sicurezza minata, è ogni volta una sorpresa. Con un risultato univoco: il servizio, nonostante il salatissimo prezzo, è carente. Molto carente.
Notte, mattina e pomeriggio
E noi, a rischio di diventare noiosi, continuiamo a scriverlo. Perché erano anche arrivate promesse ministeriali (Trasporti e Infrastrutture, per intendersi) sulla conclusione delle opere, ma qui non cambia mai nulla. Lo dimostrano pure gli ultimi giorni dalla barriera di Gallarate a Varese (da Gallarate a Milano la cantierizzazione ormai è un tratto distintivo, un po’ come negli Anni Settanta e Ottanta lungo la Napoli-Reggio Calabria): avrebbero dovuto lavorare soltanto di notte, da recentissime rassicurazioni di Autostrade, per la realizzazione dello spartitraffico e dei panelli fonoassorbenti, invece in quel chilometro e mezzo le code sono anche di mattino e pomeriggio. Le già ridotte corsie in un paio di circostanze sono state dimezzate. In più è rispuntata, verso il capoluogo lombardo, l’obbligata uscita ad Albizzate dalle 21 in poi. Anche ieri, domenica, prima del mezzogiorno c’era coda.
Miglior programmazione
Sia chiaro: se servono i lavori, si facciano. Meglio un cantiere di un altro ponte Morandi. Ma come è possibile che non finiscano mai e, soprattutto, che se ne sovrappongano diversi in contemporanea aumentando il disagio? L’importanza dell’A8 e dei suoi utenti richiederebbe miglior programmazione e maggior attenzione da parte della società che la gestisce. E che incassa 1,70 euro a Gallarate e 1,90 euro a Linate moltiplicato per milioni di passaggi.
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