A SCUOLA
Il prof, l’allarme coltello in classe, il caos: arriva la polizia
Forze dell’ordine all’istituto Gadda Rosselli di Gallarate: forse un equivoco col docente che parla solo inglese alla base dello spavento
Di certo c’è che di armi lui non ne avesse nemmeno una: questo l’ha appurato la polizia di Stato che è accorsa a scuola. Ma i ragazzi non lo sapevano e cosa sia successo davvero in classe è ancora da capire. E’ per un allarme coltello che poi si è rivelato del tutto infondato che venerdì mattina le forze dell’ordine sono intervenute all’istituto Gadda Rosselli di Gallarate. Alla fine potrebbe persino ricondursi tutto ad un grande equivoco linguistico l’episodio che ha scombussolato la giornata. Per avere qualche certezza, tuttavia, bisognerà attendere la prossima settimana, quando la dirigente della scuola superiore Ofelia Leone ascolterà il professore e i ragazzi coinvolti. «Abbiamo agito per escludere ogni possibilità di pericolo», spiega per adesso la dirigente.
L’ora di supplenza
A movimentare la giornata in via Albertis è stata quella che in teoria sarebbe dovuta essere una banale ora di supplenza. Invece quando un professore madrelingua inglese è entrato in una classe che non conosceva, perché di solito insegna in altre sezioni, le cose sono andate in maniera molto diversa dal previsto. Il docente si è messo ad armeggiare con gli evidenziatori, i ragazzi hanno avuto l’impressione che volesse mimare l’uso di una pistola e hanno cominciato a preoccuparsi.
L’astuccio giù dalla finestra
Stando al racconto degli studenti, dalla finestra sarebbe volato fuori un astuccio con frasi di giustificazione tipo «sono americano, posso fare quello che voglio» e a quel punto i ragazzi si sono spaventati sul serio. Qualcuno ha pensato anche ad un ipotetico coltello, che in realtà non c’era. Lui, chissà, forse voleva fare conversazione in inglese sulla guerra e sul diritto internazionale: è impossibile stabilirlo finché non sarà lui stesso a spiegare alla preside dopo il fine settimana.
La richiesta d’aiuto
Fatto sta che per fugare ogni dubbio, quando un paio di allievi sono corsi giù a chiedere aiuto, la scuola ha allertato le forze dell’ordine, che sono accorse in via De Albertis. Gli agenti sono arrivati e hanno appurato che per i ragazzi non c’era nessuna minaccia reale.
Solo inglese
Stando a quanto è stato possibile ricostruire l’insegnante al centro dell’episodio parla solo inglese e lavora a scuola dall’inizio dell’anno per alcune ore alla settimana. Fino a ieri non si era verificato niente di irrituale durante le lezioni. La classe nella quale è scoppiato il finimondo non sarebbe una di quelle che di solito fa conversazione in inglese con lui: ragazzi e professore quindi non si conoscevano. L’insegnante aveva solo il compito di seguire la classe per l’assenza di un collega.
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