SALUTE
I malanni del tennista

Schiena, spalla, gomito, caviglia e ginocchio sono i distretti anatomici più a rischio per chi pratica il tennis, sia da professionista sia da dilettante, perché questo sport richiede, più delle altre discipline, allenamento fisico e concentrazione mentale.
Per favorire l'attenzione nei confronti della salute del tennista, IBSA Italia ha promosso quest'anno, nella cornice degli Incontri internazionali organizzati da BNL al Foro Italico di Roma, una tavola rotonda di esperti ortopedici sulle patologie più frequenti che colpiscono il tennista e sulle soluzioni più innovative in termini di prevenzione e cura.
«Se il tennista professionista rischia problemi di sovraccarico all’apparato scheletrico, chi pratica questo sport a livello amatoriale va incontro ad altre problematiche che non si limitano al classico gomito del tennista - fa presente Giovanni Di Giacomo, chirurgo ortopedico specialista in interventi artroscopici - ma riguardano anche la spalla, soggetta a sindrome da attrito e tendiniti a carico della cuffia dei rotatori, sollecitati soprattutto nel gesto del servizio».
La schiena viene colpita da lombalgia e il collo da cervicalgia, molto dolorose, per delle sollecitazioni asimmetriche dei movimenti.
A seguire, in ordine di rischio, le articolazioni del ginocchio e della caviglia, particolarmente sollecitate dal movimento a scatti, tipici di uno sport come il tennis.
Strappi muscolari, stiramenti e crampi, tutti molto dolorosi sono conseguenza, negli sportivi in generale, da stanchezza e da mancanza di preparazione fisica.
Per minimizzare i rischi è bene perfezionare la tecnica con qualche lezione di un istruttore di tennis competente, così come rivolgersi a un medico specialista in medicina sportiva quando si presenta un problema fisico.
Una diagnosi esatta e tempestiva consente di impostare la terapia più mirata, preservare la propria struttura muscolo-scheletrica e non rinunciare alla passione sportiva, ma soprattutto evita dolorosi interventi chirurgici.
Il medico specialista è in grado di valutare e scegliere la terapia a seconda della problematica insorta, se sia più opportuno procedere con trattamenti topici, infiltrativi o con il supporto di fans per via orale.
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