LA POLEMICA
Non c’è il loculo per Galparoli, il caso in Parlamento
Ferrara, deputato M5S, denuncia alla Camera il disagio dei famigliari e chiama in causa il Comune di Varese
Dopo il funerale di Roberto Galparoli celebrato questa mattina, mercoledì 29 aprile, nella chiesa di Masnago, il caso sollevato questa sera in Parlamento dal deputato varesino del M5S Antonio Ferrara. «Per Roberto Galparoli e la sua famiglia serve una soluzione dignitosa. L’Amministrazione locale varesina intervenga con sensibilità». Lo ha detto in aula, alla Camera, riferendosi al problema che non è stato trovato un loculo nel cimitero di Masnago, dove risiede la famiglia dello chef varesino, morto a 57 anni.
Ecco come il pentastellato Ferrara ha presentato il caso alla Camera: «Nel giorno del funerale, celebrato a Masnago, la famiglia di Roberto si trova ad affrontare una difficoltà che non dovrebbe esistere: l’impossibilità di avere un loculo nel cimitero più vicino, situato a circa 300 metri dalla casa dei familiari».
«Parliamo del luogo più naturale per il ricordo, per il raccoglimento, per una visita quotidiana, semplice e umana. Dopo un lutto così profondo, nessuna famiglia dovrebbe trovarsi costretta a dover chiedere con forza ciò che rappresenta il minimo dovuto: rispetto, ascolto e una soluzione dignitosa» ha spiegato Ferrara.
Il deputato del M5S ha quindi rivolto un appello al Comune di Varese: «Chiedo con tono fermo e rispettoso che l’Amministrazione locale varesina e gli enti competenti valutino con urgenza questa situazione e facciano tutto il possibile per venire incontro alle richieste della famiglia».
«Non si tratta di polemica, ma di umanità istituzionale. Le istituzioni devono semplificare, non aggiungere ostacoli. Devono accompagnare, non lasciare soli. La dignità delle persone va tutelata anche, e forse soprattutto, nell’ultimo saluto» ha concluso Ferrara.
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