INTERVENTO DELLA VOLANTE
Non ha sigarette, incendia la moto
Uomo di 36 anni arrestato per maltrattamenti ed estorsione
Arrestato per un pacchetto di sigarette. La sintesi non rende giustizia alla drammaticità della storia che si cela all’interno di una casa popolare in cui un trentaseienne vive con il padre e con la nonna.
Astinenza
Ma se nella notte tra lunedì e martedì il legnanese è finito in carcere è proprio perché voleva fumare e non aveva i soldi per andare dal tabaccaio. Come sempre più spesso accadeva ha alzato la voce pretendendo che il genitore gli desse 10 euro o che addirittura si recasse per lui al distributore automatico. Il sessantacinquenne, che già da mesi non tollerava la tensione che il figlio aveva diffuso in famiglia, a quanto pare si sarebbe opposto con fermezza innescando una lite furiosa. Alla fine l’uomo ha ceduto e ha accontentato il trentaseienne ma una volta rincasato ha trovato un disastro: il figlio aveva incendiato lo scooter nel cortile del palazzo, le fiamme si erano estese a una parte comune, il fumo si era infiltrato negli appartamenti e gli inquilini erano tutti scappati all’esterno, l’anziana era spaventata. Nel frattempo erano già arrivati i vigili del fuoco e la Squadra Volante.
Overdose di farmaci
E il figlio? Era da un vicino, confuso e spaesato, stordito dalla quantità di antidepressivi e tranquillanti assunti in assenza del papà. Si parla di una scatola di Tavor e di una di Xanax. Il pubblico ministero Alessia Bottoni ha disposto l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Elisa Rocchitelli, il trentaseienne è stato interrogato dal gip Giulia Pulcina. Non ricordava nulla di quanto accaduto la notte prima e non è difficile crederci. Il legnanese è in cura al cps e per settimana prossima aveva già appuntamento con uno psichiatra privato. Non è mai stato emotivamente stabile, ma le sue condizioni erano precipitate l’anno scorso, quando perse il lavoro.
Manca l’assistenza
La depressione l’aveva spinto a tornare a casa del padre e della nonna, da solo non ci voleva più stare. Si imbottiva di psicofarmaci come unico svago aveva l’aperitivo al bar con qualche conoscente, perché gli amici sono un’altra cosa. A quanto pare non ha mai picchiato o minacciato i familiari, il genitore ha più che altro cercato un aiuto nella polizia perché da soli non sono più in grado di gestire il problema. Succede sempre più spesso: la sanità non dà risposte a chi ha bisogno e il carcere diventa una camera di compressione.
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