SERIE C
Nuovi soci per la Pro Patria: «Una sorpresa sotto l’albero»
Patrizia Testa, la trattativa per la cessione di una quota del club e il decimo Natale al comando

Il prossimo sarà il suo decimo Natale alla guida della Pro Patria. L’ultimo? Forse. Quasi certamente sì da padrona unica del club. La trattativa per la cessione di una quota importante (ma non maggioritaria) del club è in corso. Con l’anno nuovo Patrizia Testa, la donna che ha raccolto, rigenerato e gestito economicamente in maniera sana la società portandola e mantenendola così a lungo nel professionismo, rimarrà proprietaria ma con un socio di peso a fianco. Chi? Probabilmente non una persona sola, bensì un gruppo. Che in futuro potrebbe acquisire in toto la Pro Patria. Di più no trapela, per ora.
«UNA BELLA SORPRESA»
A domanda diretta, la presidentessa non conferma esplicitamente, però concede: “Sotto l’albero di Natale o subito dopo le feste potrebbe esserci una bella sorpresa”. Appunto, il nuovo socio. Di sicuro un soggetto o una realtà che “Lady Pro Patria” ritiene affidabile. Del resto, dopo la scottatura della cessione parziale e temporanea al consorzio Sgai (2021/2022), Testa è diventata ancor più scrupolosa: “Ebbi delle garanzie che sembravano solide e che invece non si rivelarono tali, furono mesi difficilissimi per me” ricorda la presidentessa. Che poi riuscì a rimediare e a tornare in sella.
DECIMO NATALE
Patrizia Testa accetta di chiacchierare e traccia una sorta di riassunto “dei miei dieci Natali al vertice della Pro Patria”. Due lustri vissuti con il prezioso apporto della famiglia: “Mia sorella Daniela – sorride la presidentessa - è un’anima silenziosa, non ama apparire. Ma nell’ombra mi ha fornito un aiuto preziosissimo”. La sensazione? Non proprio un’intervista d’addio, piuttosto un bilancio che anticipa un ridimensionamento del proprio coinvolgimento. Socio di maggioranza dal dicembre 2015, massima dirigente dal maggio 2016, Patrizia Testa ha compiuto un percorso “che mi ha fatto imparare e crescere piano piano, passo dopo passo. Sono entrata da tifosa e appassionata di calcio in un ruolo che non conoscevo. Sono una sognatrice ma ho dovuto prendere atto della realtà di questo mondo, dove ci sono persone perbene ma anche altre che non lo sono. Delusioni? Sì. Anche da uomini che ammiravo come campioni e che invece, in altre posizioni, non si sono rivelati tali. E lo stesso discorso vale per il tifo: c’è una parte sana ed una che invece non lo è. Basta guardare cosa è emerso recentemente riguardo ad alcune curve di serie A”.
INCROCI FONDAMENTALI
Sul suo cammino ha però incontrato anche ottime persone: “Il direttore Turotti è stato e rimane fondamentale, un grande professionista con un enorme spessore umano. Lo staff tecnico - Colombo, Le Noci e Fietta - è composto da uomini che qui hanno fatto i giocatori, che ora allenano e che considero come tre figli per il valore umano che hanno dimostrato. In questo momento la classifica non li premia ma c’è stata anche una componente di sfortuna: sono fiduciosa”. Numerosi i calciatori che sono transitati dalla Pro Patria in questi anni. L’orgoglio della presidentessa è quello di averne “valorizzati diversi, alcuni sono addirittura arrivati in serie A come ad esempio Gatti, Caprile, Pierozzi”.
LUNGO PERCORSO
Soddisfazioni raccolte lungo un percorso di quasi un decennio: “Non avrei mai pensato, all’inizio, di poter rimanere in sella così a lungo. L’impegno è notevole, non soltanto dal punto di vista economico. Io non sono un presidente che il giorno della rifinitura va a fare due chiacchiere col direttore sportivo e poi stop: io la Pro Patria l’ho vissuta e la vivo quotidianamente, in tutte le sue sfaccettature, cercando sempre di fare il meglio”.
IL CRUCCIO
Rimane un cruccio, già spiegato e ribadito in questi anni: “Mi aspettavo di più dal territorio, dagli imprenditori. Ringrazio chi mi ha aiutato ma auspicavo un maggiore sostegno alla luce di quanto e di come mi sono data da fare. Spesso mi sono sentita sola. Mi spiace sentire certe voci che mettono in dubbio le mie buone intenzioni: io ho sempre cercato di fare e dare il massimo per amore della Pro Patria, non è stato per nulla semplice”. E il futuro? “Sotto l’albero di Natale potrebbe esserci una bella sorpresa…”. Non resta che attendere.
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