ECONOMIXLAB
«Sì all’AI in azienda ma agli imprenditori serve una road map»
Per Roberto Spotti (Pwc) le opportunità di finanziamento ci sono. «Bisogna anche tener presente che il personale deve essere adeguatamente formato per saper utilizzare lo strumento. Il posto di lavoro non si perde, si trasforma»
Che l’avvento dell’Intelligenza artificiale si possa classificare come una vera e propria rivoluzione tecnologica è fuor di dubbio. Chi ha una attività intuisce che oggi è quello lo strumento da conoscere e utilizzare per rendere la propria azienda ancor più competitiva. Eppure il percorso non è così semplice. Portare l’Intelligenza artificiale in azienda significa, naturalmente, mettere mano al bilancio aziendale e decidere di fare investimenti. Una scelta che gli imprenditori ponderano molto bene. Di qui la necessità di poter contare su aiuti e sostegni da parte delle istituzioni.
Per questo, proprio durante l’evento EconomixLab, un faro è stato acceso proprio sul tema degli incentivi a disposizione per guidare la Transizione 5.0. A confrontarsi sono stati chiamati Roberto Spotti, partner di Pwc, Nicola Gatti, full professor in Artificial Intelligence and Machine Learning al Politecnico di Milano, Michela Conterno, amministratore delegato di Lati Spa, e Roberto Baldan di Carl Zeiss vision Italia.
«Io credo che gli imprenditori, così come tutti noi, siano più attratti e meno spaventati dall’Intelligenza artificiale – sottolinea Roberto Spotti, partner Pwc –. Si intuiscono le opportunità di crescita e sviluppo che questo strumento si porta dietro nel momento in cui viene inserito in una azienda o in una qualsiasi altra attività economica. Ciò che manca, però, è una idea chiara riguardo al percorso da compiere. Implementare l’Intelligenza artificiale in azienda non è una operazione da cinque minuti o da qualche giorno. Va affrontata con serietà e competenza, necessita di valutazioni specifiche e bisogna avere obiettivi ben chiari». Ed è solo il primo step. Per questo avere una road map con programmi ben definiti risulta fondamentale. Poi c’è l’impatto sui conti aziendali. «L’impatto economico è importante – continua Spotti – e per questo illustreremo nel dettaglio gli strumenti che ci sono per sostenere gli imprenditori in questo passaggio delicato». A oggi risorse possono essere recuperate in diversi modi. Ci sono opportunità attraverso i crediti di imposta, con la partecipazione a bandi di finanziamento regionali e nazionali, ci sono fondi per la formazione e la patent box. Bisogna anche tenere presente che al capitolo investimenti va inserito un ampio paragrafo riferito alla formazione del personale. «Potremmo parlare di socializzazione dell’Intelligenza artificiale – prosegue Spotti –. Intendo dire che il personale deve essere in grado di usarla e dunque deve essere adeguatamente formato. L’AI è un grande acceleratore di tutti i processi di sviluppo». Inevitabilmente si intreccia anche il tema del lavoro. «Io sono convinto che con l’Intelligenza artificiale non si cancellano le varie mansioni – sottolinea ancora Roberto Spotti – ma si modificano le professionalità. L’AI, per esempio, potrebbe anche essere usata, in futuro, per sondare bandi e opportunità di finanziamento esistenti. Sarebbe in questo caso un ottimo aiuto per districarsi nei meandri della burocrazia ancora troppo opprimente per tutti gli imprenditori, in termini di tempo ed energie».
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