LA VERTENZA
Electrolux, licenziamenti congelati
Cinquanta giorni di tregua dopo l’incontro al Ministero del Made in Italy. A Solaro a rischio 117 lavoratori
Arriva una “tregua armata” con Electrolux. L’azienda svedese sospende il piano licenziamenti da 1.700 esuberie le chiusure per 50 giorni, dopo il tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy con i sindacati, dando la propria disponibilità a discutere misure condivise. Un piccolo passo avanti, dunque. E lo spiraglio di speranza si apre anche nel Saronnese: nello stabilimento di Solaro sono a rischio 117 lavoratori.
«Chiedo all’azienda, cui spetta compiere il primo passo, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito un confronto vero e serrato al Mimit, con tutte le parti e con un programma ravvicinato di incontri“, ha detto il ministro Adolfo Urso, aprendo il tavolo, a cui erano presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rappresentanti di Confindustria e rappresentanti delle Regioni coinvolte. “L’obiettivo è arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazioneZ, ha spiegato il ministro. Il confronto proseguirà al ministero di via Veneto nelle prossime settimane.
«Incontro complesso, passo avanti»
Per i sindacati, che puntano al ritiro completo dei licenziamenti, si tratta di un primo passo avanti. «L’incontro di oggi è stato molto complesso, siamo di fronte ad una tregua armata tra noi ed Electrolux», ha affermato il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, dopo il tavolo. «Avevamo chiesto insieme a tutte le istituzioni il ritiro del piano, Electrolux si è presentata al tavolo dicendo che accetta la proposta del sindacato, del governo e delle istituzioni di mettere in discussione il piano e che in tutto il periodo in cui c’è questo confronto, non procederà unilateralmente alla chiusura e all’operazione di licenziamento», ha spiegato il leader sindacale, facendo presente che l’azienda era arrivata al tavolo con l’obiettivo di «aprire le procedure di mobilità» ed avendo, al tempo stesso, già messo la «croce sopra» allo stabilimento di Cerreto. «Li abbiamo fermati, ma non siamo alla soluzione della vertenza», ha avvertito De Palma. «La situazione non è risolta definitivamente, per adesso è sospeso il piano dell’azienda che non parte con nessuna azione nei confronti dei lavoratori», ha aggiunto il segretario generale Uilm, Davide Sperti. «Questo è un primo passo avanti che possiamo raccogliere con cauto ottimismo - ha sottolineato -.In questi giorni faremo le assemblee con i lavoratori per condividere un calendario di incontri in sede ministeriale e per raggiungere soluzioni alternative rispetto a quel piano vergognoso di dismissioni e chiusure degli stabilimenti Electrolux», ha spiegato Sperti.
Per il segretario generale della Fim Cisl, Fernando Uliano, «è molto importante l’impegno politico che è stato preso e lo vogliamo vedere alla prova dei fatti». Il nuovo piano alternativo di Electrolux deve essere «condiviso», ha specificato l’esponente sindacale, invitando il governo ad «aprire il tavolo dell’elettrodomestico» e «a costruire le proposte per mettere in sicurezza l’occupazione, la presenza industriale e la sostenibilità economica e sociale delle nostre comunità».
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