LA CONFERENZA
«Stanno smantellando il Servizio sanitario nazionale»
L’attacco della segretaria del Pd, Elly Schlein: «La destra vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone»
«Il servizio sanitario nazionale è sotto attacco e sta subendo uno smantellamento silenzioso. Il Partito democratico difenderà la sanità pubblica universalistica dai tagli e dalla privatizzazione che la destra sta portando avanti, smantellandola volutamente, senza nemmeno avere il coraggio di ammetterlo. La destra al governo sta erodendo i pilastri del modello universalistico nato nel 1978: equità, uguaglianza e solidarietà. Uno dei punti più alti della storia repubblicana. È un merito che dobbiamo a Tina Anselmi, a cui diciamo, ancora una volta, grazie». Passaggio milanese, ieri – sabato 28 febbraio – a Palazzo Lombardia a Milano, durante la conferenza organizzata dal Pd dal titolo “La salute è un diritto”.
Secondo la segretaria Dem, «non è una mancanza di risorse, è una visione del governo: la destra vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone». Per poi aggiungere: «Per smantellare la sanità pubblica basta chiudere i rubinetti delle risorse, come sta facendo questo governo. Mancano 30mila medici, 21mila sono già andati all’estero in questi anni e molti scelgono il privato. Così i reparti si svuotano e si lavora peggio. Dove si lavora peggio c’è anche un tema di sicurezza e le liste d’attesa si allungano all’infinito. Sono 6 milioni gli italiani, più di uno su dieci, che rinunciano alle cure. Dal 2023 al 2024 sono aumentati di un milione e mezzo: c’è stato un salto con il governo Meloni».
La segretaria del Pd ha inoltre ricordato come la spesa per la sanità in Italia «passerà nei prossimi tre anni dal 6,15% al 5,95%, la soglia sotto la quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità segna il rischio di collasso del sistema. Il governo ci sta portando ai minimi storici degli ultimi 15 anni». Per poi chiosare: «Riteniamo che la spesa sanitaria non sia un costo, ma un investimento: ogni euro investito nel sistema sanitario nazionale genera 1,84 euro di ritorno nel sistema economico. Per non parlare dell’enorme risparmio quando si investe in prevenzione. La destra ha in mente un sistema dove privato e pubblico sono, nella migliore delle ipotesi, sullo stesso piano, nella peggiore il pubblico diventa ancillare al privato ed esiste per fare ciò che al privato non conviene fare».
Venerdì, nella prima giornata di lavori, svoltasi al Pirellone, sono intervenuti la segretaria del Pd lombardo Silvia Roggiano: «Quello che sta accadendo in Lombardia sul fronte della sanità ha rilevanza nazionale. È la regione più popolosa d’Italia, con eccellenze riconosciute ma anche criticità evidenti di esigibilità vera del servizio sanitario universalistico: liste d’attesa, difficoltà di accesso, squilibri territoriali, fatica delle professioni sanitarie. Oltre 2 milioni di lombardi nell’ultimo anno hanno rinunciato a curarsi per tempi troppo lunghi o costi eccessivi. Il 79% si è rivolto almeno una volta al privato, con una spesa media di 365 euro a prestazione. Più di 190mila persone hanno chiesto un prestito, mediamente di 6mila euro per potersi curare. Sono i numeri di un fallimento. O rimettiamo la salute al centro come diritto universale, oppure cresceranno disuguaglianze e rinunce alle cure. Noi scegliamo la prima strada».
Il consigliere regionale Samuele Astuti ha seguito un panel dedicato all’innovazione e alla ricerca: «L’innovazione, dalla ricerca clinica all’intelligenza artificiale, rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare diagnosi, cure e organizzazione dei servizi. Ma deve essere una leva per rafforzare il sistema sanitario pubblico e renderlo più accessibile, non per accentuare le disuguaglianze», ha sottolineato. «In Lombardia abbiamo eccellenze scientifiche e professionali di altissimo livello: il punto è mettere queste competenze al servizio di tutti, riducendo le liste d’attesa, investendo sul personale e garantendo equità territoriale. L’innovazione non può essere un alibi per tagliare risorse o spostare ulteriormente il peso sui cittadini. Deve essere parte di una strategia politica chiara che rimetta al centro il diritto universale alla salute».
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