PRONTO... È IL RAGGIRO
Telefonate truffa: «La mia esilarante esperienza»
Nel diluvio quotidiano di chiamate, quella di un fantomatico studio legale. Roba da Totò e Peppino
Torino, Milano, Cosenza, Cagliari, Roma, Bergamo, Firenze e la new entry San Pellegrino Terme. Giornata da record, ieri, mercoledì 29 aprile, per le telefonate da fuori alle quali non rispondo perché call center o società di energia elettrica nella migliore delle ipotesi, truffatori nella peggiore. Ben 15 - dico 15 - chiamate ricevute. È il dosaggio quotidiano.
Un fardello al quale non ci si può sottrarre. Bloccare i numeri? Fatto. L’indomani eccoli con altri. Non ieri ma abitualmente le telefonate arrivano anche dall’estero. Regno Unito e Spagna nella mia personale compilation dei “molestatori”.
Come detto, non si risponde. La tentazione però di farlo ieri mi è venuta per uno, a caso, un numero con indicazione geografica Milano. Ed è stata un’esperienza - truffatore dall’altra parte - tra l’inquietante e l’esilarante. L’interlocutore si presenta come studio legale e fa notare la gentilezza che mi riserva chiamandomi, anziché procedere subito con carte bollate, per un debito gonfiatosi nel tempo con la compagnia Wind. Faccio notare che non sono mai stato con Wind. Obiettano che mi sbaglio e mi propongono di chiuderla ad una certa somma. Insisto che voglio la raccomandata con i dettagli del mio supposto debito. Dall’altra parte sento impazienza. «Preferisce allora che le arrivi un’ingiunzione dall’Agenzia delle Entrate?» è l’aut-aut. Anche qui osservo che l’Erario non riscuote per conto di Wind. E aggiungo a quel punto che la telefonata comincia a divertirmi e che sono disponibile a proseguire. Il fantomatico studio legale chiude la conversazione. Surreale. Roba da commedia con Totò e Peppino.
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