IL CASO
Tradate: «Giù le mani dai cartelli in dialetto»
La Lega Giovani difende la doppia denominazione. «Cancellarli è negare l’identità»
Si è riacceso il dibattito a Tradate sui cartelli che riportano la doppia dicitura “Tradate/Tradaa”. Il centrosinistra, forza di opposizione, propone di eliminarli. La Lega non ci sta e prende posizione: «Riteniamo che sia essenziale ricordare che il dialetto non è un elemento folkloristico e nemmeno una provocazione politica, ma è il segno delle nostre radici e della nostra comunità. Ed una cosa è certa: non intendiamo rinunciarci». Questo affermano in una nota congiunta la responsabile provinciale Lega Giovani Varese, Carlotta Bozzolo Romiggioli, il responsabile regionale Lega Giovani, Matteo Mauri, e la responsabile cittadina Lega Giovani Varese, Silvia Tarantola .
«I cartelli con doppia denominazione rappresentano un pezzo di storia della città, cancellarli sarebbe come negare l’identità che appartiene a tutti i tradatesi. La tutela delle radici è un valore che alla Lega Giovani è sempre stato a cuore ed è per questo che ci teniamo a far sentire la nostra voce» aggiungono.
«Per noi difendere il dialetto è difendere la cultura e la storia di tante famiglie. Per questo motivo vogliamo sottolineare con decisione che i cartelli continuano a rappresentare un segno autentico e riconosciuto della nostra comunità e non vogliamo che le nuove generazioni siano private delle proprie radici» concludono Carlotta Bozzolo Romiggioli, Matteo Mauri e Silvia Tarantola.
Responsabile Cittadina Lega Varese
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