IL RICORDO
Un piazzale per ricordare Pietro Anastasi
Approvata la delibera per intitolare al bomber siciliano l’area davanti all’ingresso del Franco Ossola. Ora serve l’ok della Prefettura
Un pezzo di piazzale davanti allo stadio di Masnago porterà presto il nome di Pietro Anastasi, uno dei grandi protagonisti del calcio italiano e, prima ancora, uno dei talenti che proprio a Varese spiccò il volo verso la gloria.
LA DECISIONE
La Giunta comunale ha approvato la delibera che intitola la porzione di piazzale Alcide De Gasperi davanti all’ingresso dello stadio comunale a “piazzale Pietro Anastasi”, rendendo omaggio all’attaccante siciliano scomparso nel 2020 e profondamente legato alla città. La decisione è arrivata nella seduta del 26 febbraio su proposta dell’assessorato allo Sport, guidato da Stefano Malerba, e condivisa con la famiglia dell’ex calciatore. L’area interessata è quella immediatamente antistante lo stadio di Masnago: uno spazio simbolico, frequentato ogni domenica dai tifosi e dunque particolarmente significativo per ricordare un campione che proprio da qui iniziò la sua scalata al calcio che conta.
LA CARRIERA
Anastasi, nato a Catania nel 1948, arrivò giovanissimo al Varese a metà anni Sessanta. Con la maglia biancorossa esplose definitivamente: tra il 1966 e il 1968 fu protagonista della storica stagione del club in Serie A, attirando su di sé l’attenzione delle grandi squadre italiane. Da Masnago partì infatti la sua carriera ad altissimo livello: la Juventus lo acquistò nel 1968 e con i bianconeri vinse scudetti e trofei, diventando uno degli attaccanti simbolo del calcio italiano di quegli anni. Il suo nome è legato anche alla Nazionale: fu tra gli eroi dell’Italia campione d’Europa nel 1968 e partecipò ai Mondiali del 1974. Ma nonostante i trionfi con Juventus e Inter, Anastasi ha sempre mantenuto un rapporto speciale con Varese, la città che gli offrì la prima vera ribalta nel grande calcio.
ATTESA PER IL VIA LIBERA
La delibera ora sarà trasmessa alla Prefettura per l’autorizzazione prevista dalla normativa sulla toponomastica, necessaria perché l’ex calciatore è scomparso da meno di dieci anni. Solo dopo il via libera prefettizio si procederà alla posa delle nuove targhe.
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