IL DOLORE
La tragedia di Ricky, innamorato della natura e della vita
Il ricordo della zia di Riccardo Belli, il giovane vergiatese morto dopo una caduta in montagna sopra Cannobio: «Amava Vergiate, l’aria aperta e la famiglia»
«Ricky era un ragazzo buono, benvoluto da tutti. Era sempre sorridente. La sua caratteristica principale era la disponibilità: non ha mai negato un aiuto a qualcuno». È la zia Morena a riassumere le caratteristiche di Riccardo Belli, quelle che tutti coloro che lo hanno conosciuto evidenziano nel momento del dolore. Ricky non c’è più. Gli è stata fatale una caduta durante la gita all’Orrido di Sant’Anna, a Cannobio, che aveva programmato per rilassarsi nel giorno di riposo. Il ventiquattrenne era rimasto incantato da quello spettacolo della natura che aveva visto navigando sul web e aveva deciso di fare lì un picnic: si era preparato la borsa frigo, l’aveva caricata in macchina e giovedì era partito alla volta dell’Alto Verbano. Ma dopo aver mandato alla nonna una foto di quella gola che affascina migliaia di escursionisti, di lui non si erano più avute notizie. Le ricerche, iniziate in serata, si sono concluse venerdì pomeriggio con il ritrovamento del corpo in una forra del fiume. La salma è ora all’obitorio di Verbania, a disposizione della magistratura.
«Era bello ed educato»
Era felice del suo lavoro di barman e cameriere al Larice Club di Cadrezzate, ma al termine della stagione estiva avrebbe avviato una nuova attività assieme a mamma Paola. Tra le sue passioni c’era anche quella del minigolf, tanto da ottenere un primo posto ai campionati italiani. «Recentemente si era appassionato all’orto. Amava le piante grasse e andava sempre alla ricerca di nuovi tipi - continua zia Morena - La passione per la mixology lo aveva portato a frequentare un corso per barman, che è poi diventata la sua professione. Amava la natura, stare all’aria aperta, la famiglia. Amava Vergiate. Era un ragazzo con tanti sogni e voleva lavorare per comprarsi una casa». La sorella del padre di Riccardo, Paolo, ricorda le avventure in camper delle due famiglie, tra Francia, Spagna, Sardegna, Corsica. Per un periodo Ricky ha anche lavorato con lei, alla Gastronomia di Avigno, a Varese: «Ha fatto di tutto, barman, cameriere, aiuto in cucina, le consegne a domicilio. Ed era amato da tutte le nonnine che dicevano che era bello ed educato. Ora non riusciamo a immaginare una tavolata in famiglia senza di lui, quello che portava sempre i caffè a tutti... e chi farà la passata di pomodoro con il suo entusiasmo?».
Il dolore degli amici del calcio
Con il cuore spezzato, Morena ringrazia Riccardo «per essere stato mio nipote. Speravo di vederti crescere, realizzare i tuoi sogni e sentirti raccontare i tuoi progetti, anche strampalati magari, mentre ci bevevamo una crema di limoncello insieme. Sei volato via troppo presto, lasciandoci qui a piangere per la tua mancanza. Ti terrò sempre nel cuore». Cordoglio anche da parte dell’Asd Malgesso, squadra di calcio in cui Belli aveva giocato come esterno: «In questo momento di grande tristezza, tutta la società si unisce con affetto al dolore della famiglia, dei parenti e degli amici del nostro Riccardo. Il tuo sorriso, il tuo spirito e il ricordo di ciò che sei stato per tutti noi continueranno a vivere dentro questa squadra».
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