SUL PALCO
Angelo Pisani, gioie e dolori di essere papà
Al Teatro di Varese lo spettacolo dell’attore milanese che ha ripercorso con ironia i suoi primi quindici anni trascorsi con la figlia Agata

«Un mammo speciale». Ad Angelo Pisani piace definirsi così. L’ha fatto anche al Teatro di Varese, occasione Habemus Papà, testo che lo vede solo sulla scena. In perenne movimento, con una gestualità molto comunicativa, ha divertito parecchio il pubblico – circa quattrocento gli spettatori – che l’ha applaudito a lungo.
Comico di razza con una solida preparazione teatrale alle spalle, Pisani ha ricostruito il suo percorso di neopapà quando, quindici anni fa, è nata Agata. Una condizione di continuo imbarazzo, un senso di inadeguatezza provato sin dal momento della presenza («inutile perché non sai cosa fare e dove metterti per evitare di ostacolare gli altri») in sala parto. Disagio replicato in occasione dei primo bagnetto e del cambio di pannolino e poi sostituito «dallo sbatti di accompagnare la bambina all’asilo e andare a riprenderla», e dallo smarrimento di assistere senza diritto di parole alla preparazione da parte della moglie delle feste di compleanno sempre in spietata competizione con quelle organizzate dalle mamme di amici e amiche della bambina.
«Sono le donne a dettarmi l’agenda», la sua conclusione rassegnata. Habemus Papà costituisce un ritratto ironico e autoironico dell’attore milanese, che ammette di «dividere ogni sera con Agata i proventi per i diritti d’autore», proposto con il consueto Pisani stile, incline, indipendentemente dagli argomenti, più all’eleganza che alla volgarità.
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