L’ESPOSIZIONE
Art Decò, che meraviglia i ruggenti Anni Venti
Il trionfo della modernità in 250 opere in mostra a Palazzo Reale. Dai vetri alle maioliche, dai quadri agli abiti all’arredo ai gioielli

«Invochiamo il dono di un po’ di bellezza per addolcire l’aspra vita quotidiana con il sorriso del divino, del solo indispensabile superfluo». Alla fine della Prima guerra mondiale, l’Europa sognava un’arte pervasiva, che entrasse nelle case e nella vita quotidiana, trasformasse l’arredo, gli accessori, la moda. Fu un passaggio veloce e irrequieto, una meteora in cui si viveva l’euforia che rendeva tutto possibile, destinata a spegnersi intorno al 1929, con la crisi finanziaria di Wall Street e la ricaduta che ebbe sull’economia europea. A questi anni “ruggenti” è dedicata la mostra di Palazzo Reale di Milano, curata da Valerio Terraroli, in occasione del secolo dall’apertura della Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Moderne di Parigi, dalla cui contrazione deriva il nome Art Déco. La mostra si concentra sugli sviluppi italiani del gusto di questi anni, presentando un’ampia selezione di oggetti (circa 250) che ricostruiscono quel clima di straordinaria originalità e incanto, accompagnando il visitatore tra artigianato artistico e prime produzioni industriali: dai vetri alle porcellane alle maioliche ai centro tavola, caratterizzati da linee geometriche, materiali preziosi come onice e avorio. Non mancano dipinti importanti come La bella di Anselmo Bucci e Wally Toscanini di Alberto Martini (immagine simbolo della mostra), sculture, oggetti d’arredo, alta oreficeria. Grazie all’importante collaborazione con il museo della moda di Palazzo Morando a Milano sono esposti abiti haute couture e accessori. Vetrate e mosaici rimandano agli ambienti lussuosi di hotel, stazioni e mezzi di trasporto di lusso, come aerei e transatlantici. Il capolavoro del Padiglione reale della stazione centrale di Milano, emblema di progresso e originalità, è il punto di partenza di un itinerario, suggerito in mostra da una mappa, che segnala, da Villa Necchi al Caffè Camparino, i quaranta edifici e monumenti Art Déco nei diversi quartieri della città. Al cuore del percorso sono esposti i progetti presentati dagli artisti italiani all’Esposizione Internazionale parigina, le porcellane di Gio Ponti per la Richard Ginori, le opere ideate da Tomaso Buzzi (architetto e designer tra i preferiti della più esclusiva borghesia milanese), Galileo Chini, degli artisti del vetro come Vittorio Zecchin e Paolo Venini, del maestro ebanista Ettore Zaccari, dell’orafo Alfredo Ravasco. L’allestimento è arricchito da frame cinematografici, riproduzioni di manifesti, riviste, fotografie storiche e installazioni multimediali curate da Storyville per restituire le atmosfere irripetibili di una società sospesa in una bolla di creatività e lusso tra la tragedia delle due guerre.
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