ALTA TENSIONE
Bus bloccato, carabinieri spintonati: arrestato 50enne marocchino
Dopo il fermo di ieri oggi la direttissima: per l’uomo, già espulso due volte in passato, obbligo di presentazione tre volte alla settimana

Momenti di tensione nella tarda mattinata di giovedì 27 marzo, quando i carabinieri della stazione di Cuvio hanno effettuato un arresto decisamente movimentato a bordo di un autobus di linea. Il protagonista della vicenda è un cittadino marocchino di 50 anni, irregolare in Italia e già espulso due volte in passato, fermato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e portato poi il giorno dopo davanti al giudice.
IL BUS BLOCCATO
L'operazione ha avuto inizio quando i militari, dopo aver ricevuto informazioni sulla presenza dell'uomo a bordo di un bus diretto da Varese a Cuveglio, hanno deciso di intervenire bloccando il mezzo nel centro di Orino. L'autobus, circondato dalle gazzelle dell'Arma, è stato costretto a una sosta forzata di circa mezz'ora, suscitando la curiosità e la preoccupazione dei pochi passeggeri e dei cittadini. Una volta saliti a bordo, i carabinieri hanno identificato il sospetto, ma alla richiesta di esibire i documenti, l'uomo ha reagito violentemente, cercando di divincolarsi e spintonando i militari. Nella colluttazione, uno dei carabinieri è caduto a terra. Dopo una breve ma intensa resistenza, il 50enne è stato quindi immobilizzato e condotto in caserma.
LA DIRETTISSIMA
Questa mattina, venerdì 28 marzo, l'uomo è comparso davanti al giudice Stefania Brusa per l'udienza di convalida dell'arresto. Il magistrato ha confermato il fermo, disponendo per lui l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana come misura cautelare. La sua posizione, tuttavia, rimane complessa: irregolare, senza fissa dimora e disoccupato, è sospettato di avere legami con il traffico di stupefacenti nei boschi della zona, sebbene al momento non gli siano stati contestati reati specifici in tal senso. Per quanto riguarda un'eventuale espulsione, la situazione appare intricata, poiché non è stato possibile rimpatriarlo immediatamente né trasferirlo in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).
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