LE VIE DEL RAGGIRO
«Conto a rischio»: è una truffa
Telefonata con voce suadente e recapiti veri. Salvi a un passo dal baratro
A un passo dal baratro, dove ti portano incantandoti con parole ben mirate, ma salvato da un barlume di lucidità prima del click fatale. Eppure l’alert che appare a tutto schermo a ogni apertura dell’applicazione è inequivocabile. Titolo: «Consigli per la sicurezza». Testo: «Diffida da Sms, e-mail e chiamate di persone che fingono di essere ... (nome della banca, ndr)... per farsi dare i tuoi codici personali». Completano la raccomandazione i link per saperne di più sul tema e il tasto «continua» per entrare nell’operatività del proprio conto corrente. Chiarissimo, semplice, ricorrente, avvertimento tanto perfetto da diventare concetto acquisito. Del resto, è sempre sotto gli occhi.
Dovrebbe bastare a scongiurare il raggiro. Invece, no. La truffa viaggia veloce e i truffatori sanno come fregarti in una manciata di minuti. Qualsiasi età, coscienza e conoscenza uno abbia; pure quando per mestiere pubblica periodicamente allarmi in tal senso.
Perché il phishing si è fatto ancor più raffinato diventando spoofing e, purtroppo, ormai fa leva su numeri telefonici ufficiali della banca o di qualsiasi soggetto utile alla causa criminale. Da queste parti, si ricorderà, era addirittura capitato con il recapito dei carabinieri per chiamare la preda di turno.
Come è possibile? Tramite internet, ovviamente, con il metodo Voip (Voice over Ip) che permette di telefonare dal computer. A questo si aggiunge appunto lo spoofing: sistema che fa apparire un numero vero, esistente e confermato. E chi lo fa? Truffatori di alto livello singoli o in gruppo, ma anche hacker assoldati dalla criminalità organizzata (mafia, ‘ndrangheta, camorra e via dicendo) per fare facile cassa a strascico. Possono sparire conti correnti interi con l’autorizzazione estorta per un bonifico istantaneo e irreversibile. Avviene in pochi minuti, quelli che consentono il ponte telefonico: il raggiro è veloce e utilizza formule verbali consolidate.
Comunque, i fatti. Venerdì scorso. Circa le 14. Sovrappensiero preso dalla quotidianità spiccia. Sul cellulare appare un 800 seguito da altre sei cifre. La solita seccatura alla quale nemmeno si fa più caso. Questa volta, però, si risponde per capire chi è lo scocciatore di turno. All’altro capo, o sarebbe meglio dire al computer un uomo gentile: «Pronto, Angelo, è la banca, chiamo dal numero verde, può controllarlo su internet». Vero, è proprio quello. Dunque? Con voce calma e sicura per essere credibile: «Abbiamo notato che ci sono stati diversi tentativi di intromissione sul suo conto corrente, da uno Iphone, è necessario modificare i codici di accesso per evitare truffe, lo facciamo subito. Il conto è a rischio. Mi dia gli attuali codici che li annullo e io poi emetto quelli nuovi».
Leggi l’articolo completo sulla Prealpina di mercoledì 17 giugno
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