LA BATTAGLIA
Beko, uscite volontarie: prime prove di dialogo
Sei ore di incontro al Ministero: passi avanti su incentivi e ammortizzatori sociali

Non sono bastate altre sei ore di confronto, oggi, mercoledì 2 aprile, al Ministero dell’Industria e del Made in Italy, per raggiungere una intesa tra rappresentanti sindacali e vertici di Beko Europe. Ma qualche passo importante in avanti è stato compiuto. Del resto, già alla vigilia dell’incontro, era chiaro che la riunione sarebbe dovuta essere decisiva. Definiti ormai i numeri, dai quali non si torna indietro, si trattava di mettere sul piatto ammortizzatori sociali, incentivi e progetti industriali. E in parte così è stato. Al punto che, poco prima di uscire dall’aula, i manager di Beko hanno consegnato ai rappresentanti dei lavoratori un testo che di fatto è una sorta di bozza di accordo. Per essere più precisi, si tratta di una «proposta dell’azienda su cui lavoreremo con molta attenzione nei prossimi giorni», commentano i referenti varesini di Fiom, Fim e Uilm, «per arrivare pronti al prossimo incontro dell’8 di aprile».
Gli incentivi
Il 25 marzo scorso, durante l’ultimo incontro, c’era stato qualche momento di tensione nel momento in cui si era arrivati a parlare di incentivi per le uscite volontarie. Sì perché il punto di partenza è che chi lascerà l’azienda lo farà per propria decisione, secondo il criterio della “non opposizione”. «Dobbiamo riconoscere che l’azienda ha fatto passi avanti su questo tema - commenta a caldo Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm - Sono stati rimodulati secondo una chiave più vicina alle nostre richieste che puntavano su semplificazione e aumento degli importi». Così, ad esempio, secondo le prime ipotesi, un ultra cinquantenne che non può ancora agganciare la pensione, potrebbe arrivare a prendere 85mila euro di incentivi.
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